In Italia/2.

Tag

,

In Italia sta scendendo la notte e il popolo emiliano colpito tragicamente dal terremoto, si appresta a passare un’altra notte d’inferno, tra dolore e sciacalli. A Roma, invece, questa notte si farà festa: S.B.I. (Sua Bassezza Irreale) Giorgio I (e ultimo spero) ha deciso di organizzare un gran galà: una bella cena nella sua lussuosa reggia e come commensali, l’esercito della casta politica. Grande abbuffata , grazie alle tasse del popolo, a partire da  quello emiliano. Come disse Christian De Sica in uno dei suoi ultimi film:

Volevate la democrazia? Bene, adesso pigliatevela nel culo

In Italia.

Tag

,

In Italia è impossibile sapere a quanto ammonta il vitalizio da ex parlamentare del presidente della repubblica. Ma si può leggere in prima pagina, quanto spende un atleta professionista in scommesse lecite presso una tabaccheria parmense.

In Italia non è permesso perseguire dalla magistratura dei parlamentari che hanno commesso reati penali. Ma la magistratura può ordinare di perquisire l’abitazione di un privato cittadino, senza che questo sia iscritto nel registro degli indagati e non sia stato preventivamente ascoltato dai giudici.

In Italia è permesso che molte cariche istituzionali ricevano due, tre, quattro, cinque, etc…, stipendi e pensioni, ma se un cittadino comune ha due redditi, uno di questi glielo decurtano in modo arbitrario.

In Italia è permesso ordinare dei blitz della Guardia di Finanza, nei confronti di artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori, alla cieca, per sorteggio, chi c’è c’è, chi non c’è sono cazzi suoi. Ma non è permesso farli nelle sedi dei sindacati, dei partiti politici, delle fondazioni private, negli studi professionali, ma soprattutto nei confronti dei grandi imprenditori.

In Italia tutto questo si chiama democrazia, si chiama Repubblica Italiana, e domani viene festeggiata a Roma, da tutti coloro che in questi 64 anni non sono mai stati disturbati nel loro operoso, costante e sistematico lavoro, di trattare il popolo italiano come dei servi della gleba.

Colui che scrive in questo blog, come ormai è arcinoto, non avrà nulla da festeggiare nella giornata di domani. Non l’ha mai fatto e mai si sognerà di farlo, almeno fino a quando in Italia ci sarà la democrazia, ovvero la Repubblica Italiana, ergo fino a quanto gli italiani continueranno ad essere trattati come servi della gleba. Nessun diritto, molti doveri e troppi obblighi verso la Stato Italiano.

I valori della repubblica.

Tag

,

Quali sarebbero i valori della repubblica, che va cianciando il presidente della repubblica? Dobbiamo andare a vedere il simbolo della repubblica ovvero l’emblema. Tale simbolo è formato da una stella bianca a cinque punte, da una ruota di ferro, da un ramo di quercia e da uno d’olivo. La stella bianca chiamata “stellone” rappresenta l’Italia e noi lo troviamo in uno dei simboli del Regno d’Italia, quindi rappresenterebbe l’unione dei popoli italiani, ma lo Stato italiano è  stato unito, di certo non il popolo italiano, che oltre a parlare la stessa lingua, ha ben poco di unitario. La ruota di ferro rappresenta il lavoro, degnamente valorizzato nel primo articolo della Costituzione repubblicana, ma in Italia il lavoro è visto come un diritto e non un dovere del singolo. Il ramo di quercia dovrebbe rappresentare la forza e la dignità del popolo italiano, possiamo trovare un analogia con una delle quattro virtù cardinali: la Fortezza, che però è vista più come forza e soprattutto come coraggio, valore quest’ultimo che agli italiani è sempre mancato. Abbiamo infine il ramo d’ulivo, simbolo di pace e fratellanza, potremo anche individuarla come concordia, e anche qui mi pare abbastanza evidente che in Italia ce ne sia davvero poca. Basandoci, quindi, su ciò che esprime l’emblema repubblica, possiamo tranquillamente dire che viviamo in una repubblica priva di valori che valga la pena di esaltare e ricordare in un giorno preciso dell’anno, ovvero il 2 Giugno.

Il momento giusto.

Tag

, ,

Il presidente Inter Partes eletto dalla casta, che in questi anni si è preso lo stipendio da Capo dello Stato (indennità nota), lo stipendio da senatore a vita (indennità più o meno nota) e la pensione da ex parlamentare (vitalizio non noto ma immaginabile), proprio non ne vuole sapere di fare sacrifici, come del resto tutta la classe politica italiana, per i sacrifici bastano gli italiani. Dalla Rete si è chiesta una cosa molto semplice: quest’anno niente parata militare per la ricorrenza del due Giugno; i soldi risparmiati che non sarebbero pochi, verrebbero così destinati alla tragedia del terremoto capitato in Emilia-Romagna. Ma niente il presidente burattinaio che ha voluto questo governo tecnico appoggiato dalla Destra e dalla Sinistra, proprio non ne vuole sentire di far risparmiare soldi al popolo italiano, quel popolo che lui per primo dovrebbe essere il massimo rappresentante, il garante, il custode dei principi morali, etici e giuridici sui quali si basa la nostra storia e quella della nostra nazione. Allora io terrò il televisore spento e stenderò la mia bandiera, il tricolore monarchico dalla finestra, e spero che molti lo facciano, dalle Alpi alla Sicilia, per far capire che se la repubblica è in questo stato, non è per colpa di coloro che la concepirono, stilando la costituzione nazionale, ma coloro che in tutti questi decenni hanno preso in consegna quella carta costituzionale, questa nazione e quest’ultima in particolare, la stanno riducendo esattamente come i costituenti la ereditarono dopo la guerra e il fascismo: in rovina. Questa classe dirigente non ha meriti e non merita alcun rispetto da parte dei cittadini italiani. E’ il momento giusto, di far sentire come questa repubblica non ci rappresenta, in realtà non ci ha mai rappresentato, e bisogna farlo proprio il giorno del 2 Giugno.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 236 other followers