Vogliamo parlarne del Parma oppure no?
E del fatto che è tutto merito di Guidolin.
Stronzo è chi stronzo lo fa.
Adesso ch l’ha detto il presidente Fini, non è reato dare dello stronzo ad un politico della Lega??
Se è un partigiano a dirlo.
Oggi mi trovavo in un ambulatorio ospedaliero. Stavo nella sala d’attesa aspettando il mio turno e attorno a me diversi anziani. Una signora conversava con un signore, stavano parlando di politica. La signora diceva che se ci fosse ancora la Monarchia non saremo a questo punto. Continuando il discorso dice: “in qualsiasi altro Paese, uno così si sarebbe dimesso” (chissà di chi stava parlando). Il signore, che all’occhiello della giacca portava la spilla dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), ha esclamato laconico: “bella conquista abbiamo fatto con la Repubblica”.
La congiura di Schifani.
Dopo Gianfranco Fini, anche Renato Schifani presidente del Senato (seconda carica dello Stato) ha dichiarato che se dentro la maggioranza non torna il sereno è giusto tornare alle urne. Ma l’uscita del Senatore, va letta in modo diversa da come è stata letta quella del suo collega di Montecitorio. Infatti, Schifani ha voluto fare questa dichiarazione pensando a due destinatari: il primo è lo stesso Fini, facendoli capire che la deve finire di rompere le scatole e di remare contro il Pdl dall’interno, altrimenti si va davvero nuovamente alle urne e lui con i suoi dirigenti (An) alle elezioni anticipate saranno messi alla porta; il secondo è il Capo dello Stato, facendoli capire che è suo il compito di sciogliere le Camere e anziché andarsene in giro per il mondo come un Globetrotter, forse è meglio che stia di più a Roma e si interessi della politica interna un pò di più.
Razzismo naturalizzato.
Arnold Schwarzenegger non è un americano, non è neanche mezzo americano, eppure è riuscito a diventare il 38° Governatore della California. Amauri C. de Oliveira, calciatore della Juventus, sta per diventare cittadino italiano naturalizzato (proprio come Schwarzenegger negli Usa), ma a quanto pare non potrà far parte della Nazionale Italiana, perché qualcuno ritiene che non sia italiano e nemmeno metà italiano.
La battaglia di Highbury.
Il 14 Novembre 1934 nello stadio londinese di Highbury, si disputò una partita amichevole tra l’Inghilterra e l’Italia. L’Italia si era laureata campione del mondo per la prima volta, l’Inghilterra invece decise di non partecipare al campionato del mondo di calcio in Italia.

Ferraris and Hapgood
Tra gli azzurri scesero in campo 9/11 dei giocatori che mesi addietro scesero in campo nella finale mondiale contro la Cecoslovacchia. Prima di quel giorno, nessun nazionale di calcio aveva mai violato uno stadio inglese. Finì 3 a 2 per gli Inglesi e per via della durezza espressa in campo fu ribattezzata la “Battaglia di Highbury” e i 22 giocatori in campo furono chiamati i “leoni di Highbury”. Fu proprio (così pare) guardando questa partita, che W. Churchill dichiarò la famosa frase:
Gli italiani sono un popolo strano: si preparano ad andare in guerra come se dovessero giocare a calcio e giocano a calcio come se fossero in guerra.
Gli azzurri dovettero aspettare 39 anni per onorare i Leoni di Highbury. Infatti, il 14 Novembre del 1974 l’Italia sconfisse l’Inghilterra allo stadio Wembley per 1 a 0 grazie ad un goal di Fabio Capello, e fu per la nazionale italiana la prima volta che riuscì a battere gli Inglesi in casa loro. Così dopo quasi mezzo secolo furono ricordati gli undici azzurri che uscirono sconfitti ma a testa alta dallo stadio Highbury di Londra. Oggi la nostra nazionale italiana disputa una partita amichevole contro l’Olanda e chissà se verranno ricordati, dopo 75 anni, i nostri gloriosi Leoni di Highbury:
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Carlo Ceresoli (Ambrosiana Inter)
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Eraldo Monzeglio (Bologna)
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Luigi Allemandi (Ambrosiana Inter)
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Attilio Ferraris (Roma)
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Luisitto Monti (Juventus)
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Luigi Bertolini (Juventus)
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Enrique Guaita (Roma)
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Pietro Serantoni (Juventus)
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Giuseppe Meazza (Ambrosiana Inter)
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Giovanni Ferrari (Juventus)
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Raimondo Orsi (Juventus)
Quando non si ha altro da dire e da fare.
La notizia che un terrorista libico avesse un dossier sul Presidente del Consiglio, fa ricordare quella conferenza stampa dello stesso PdC che informava i Media di aver trovato delle Cimici nelle sedi di Forza Italia. Un modo come un altro, per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica sui veri problemi del Paese.
Sondaggio canaglia.
SpinCon questa volta non ha fatto un buon lavoro, anzi diciamo che è stato un bel furbacchione. Infatti, l’eventuale intesa tra il movimento di Rutelli e l’Udc di Casini (e forse anche i finiani) non determinerebbe come candidato alla Presidenza del Consiglio Pierferdinando Casini, ma piuttosto un altro candidato che avrebbe un maggior peso elettorale. Primo fra tutti, Luca Cordero di Montezemolo, che in una intervista di Savino Pezzotta al quotidiano ABC (conservatore monarchico), è stato indicato come potenziale candidato per Palazzo Chigi. Consiglio a SpinCon di indire un sondaggio sui possibili candidati alla presidenza del consiglio per il Terzo Polo e poi rifaccia l’ultimo sondaggio e vedrà che i risultati cambiano, e come se cambiano.
Prende corpo l’Unione Democratici Liberali (UDL).
Nasce Alleanza per l’Italia, il movimento generato dall’uscita di Rutelli dal Pd, e di diversi parlamentari dello stesso partito del Centro-Sinistra, più alcuni cattolici (dissidenti?) dell’Udc, tra i quali Bruno Tabacci. Il nuovo movimento dell’ex co-fondatore della Margherita, si porta dietro pezzi importanti del riformismo italiano, basti pensare all’ex ministro Lanzillotta e un pilastro di Confindustria dentro il Parlamento come Calearo. L’Udc di Casini ha preso molto bene l’iniziativa di Rutelli. Manca il terzo tassello, che è Gianfranco Fini che ancora non si è ben capito da che parte sta, eppure il nome che è stato dato da Rutelli al nuovo movimento politico, gli è familiare. Sembrerebbe che a questo movimento guardano con un certo interesse diversi movimenti riformatori (Mario Segni??) e liberali (il Pli di De Luca si è già fatto avanti). Staremo a vedere, come inizio però non c’è male!!
Una triste storia.
Ieri mattina mi stavo dirigendo in Via San Michele (come al solito) per recarmi in ricevitoria a giocare la schedina del Superenalotto. Quando nella via laterale (Via Bosco Cappuccio) ho visto molta gente poco distante dalla bottega dei formaggi. C’era anche la polizia municipale e i vigili del fuoco. Ho pensato subito ad una rapina o a qualcosa del genere, visto che stiamo parlando di una zona periferica con vicino zone di alloggi popolari con una non felice nomea (basti pensare alla vicina Via Podgora). Camminando ho sentito un ragazzo che diceva che hanno trovato una persona morta in casa, una persona anziana. In serata sono venuto a sapere che quella persona era un signore che conoscevo bene di vista; aveva più di settant’anni, viveva solo, non aveva parenti, ed era benestante perché era proprietario di molti alloggi, appartamenti e locali commerciali, tra i quali quello dove c’è una famosa pasticceria della zona. Quando i vigili del fuoco sono entrati nella casa, hanno trovato soltanto lo scheletro dell’uomo, perché è morto da molti mesi, pare da circa 5-6 mesi e il suo corpo è stato completamente divorato dai topi. Topi che erano ancora intorno a quello che è rimasto dell’anziano signore. Era benestante (non so se era ricco), non aveva parenti, poteva tranquillamente vivere in una casa di riposo di lusso, dove veniva servito e riverito, ma lui a continuato a vivere da solo, come l’ultimo dei miserabili anche se lui miserabile non lo era. Gli affittuari non vedendolo più passare per incassare gli affitti, si sono preoccupati, ma devo dire che se la sono presa alquanto comoda, visto che hanno iniziato a domandarsi cosa era successo al loro padrone di casa soltanto sei mesi dopo. Ma la tristezza vera di questa storia, è che adesso tutte le proprietà del defunto andranno allo Stato, visto che non aveva parenti. Insomma, sembra proprio che in Italia sia quando siamo vivi che quando siamo morti, a guadagnarci qualcosa è sempre lo Stato. Questo mi fa pensare ad una persona molto cara per me, che quando ero piccolo mi disse: “in Italia è bello nascere, è assolutamente inutile viverci ed è tremendamente triste morirci”.
Colpo di Stato.
L’Italia repubblicana è stata vicina, molto vicina, e non soltanto una volta solo, ad un Colpo di Stato. In una di queste occasioni, sotto la presidente Saragat (se non ricordo male era lui il presidente della repubblica) uscirono fuori dalle caserme di Roma i carri armati diretti proprio al Quirinale e poi quasi all’ultimo momento, arrivò l’ordine di rientrare e non successe più nulla. Erano altri tempi, ma non vorrei che qualcuno pensasse che oggi nel 2009, sia impossibile che possa accadere qualcosa del genere, che sia cosa d’altri tempi. Vorrei soltanto che certa gentaglia che nei giornali parla di Colpo di Stato, quasi augurandosi che avvenga in Italia, si limitasse perché non vorrei che finisse come quel giovane burlone con il vizio di gridare “al Lupo … al Lupo”; si sa poi come andò a finire quel giovane burlone.
Spero tanto di sbagliarmi.
Ho visto e rivisto diverse volte il video di Antonio Ingroia. Vedendolo e rivedendolo, mi è venuto in mente una delle ultime apparizioni pubbliche del Giudice Falcone.
La camorra dentro il governo.
Intanto in Sardegna, il Pdl sta molto peggio. E’ spaccato in due come una mela.
Una bella frase.
L’onestà intellettuale è quella cosa che ti consente di sapere che il mondo è un posto complicato, e non sempre quel che vi accade corrisponde all’idea che tu, del mondo, ti sei fatto. L’ideologia invece è il suo opposto, vale a dire il tentativo infantile di spiegare sempre tutto sulla base dei tuoi convincimenti pregressi. (A. Gilioli)
L’unificazione zoppa.
Vent’anni fa cadeva il muro di Berlino e iniziava (lentamente) la riunificazione della Germania. Riunificazione che è arrivata soltanto in parte. Costata oltre 1.000 Miliardi di Euro e con una disocuppazione nella parte orientale pari a 9 volte di quella che c’è nella parte occidentale. E a pagare non è stata soltanto la Germania Federale, ma tutta l’Europa, Italia compresa. Forse, tornando indietro di due decenni, pur abbattendo il muro, sarebbe stato meglio rendere nazione indipendente la Germania dell’Est, e soltanto dopo che avrebbe raggiunto uno standard socio-economico e socio-politico, farla entrare nell’Unione Europea come tutte le altre nazione dell’ex Patto di Varsavia, e da lì riflettere sull’eventuale unificazione con la Germania Ovest.
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