E’ nato il Governo Renzi.

Matteo Renzi è il 27esimo Presidente del Consiglio dei Ministri e guiderà il 63esimo Governo della Repubblica Italiana. E’ il secondo gabinetto della 17esima Legislatura.  Nasce come il governo con più ministri donne di sempre, come il governo più giovane (47 anni di media) e con il presidente più giovane di sempre dell’Italia repubblicana (39 anni). Questa è la presentazione, per il resto nulla è cambiato rispetto il passato recente. Nuovo premier, nuovi ministri, stessa politica fallimentare. Durerà meno del precedente.

La nanocrazia extraparlamentare.

A seguito delle elezioni politiche se del1892, che si disputarono in due round (1° turno e ballottaggio) nel mese di febbraio, l’Italia conobbe il primo governo uidato da Giovanni Giolitti. Uomo ambibuo con qualche virtù,  ma anche con tante, anzi troppe, incognite morali e politiche. Francesco Crispi, grande patriota e fino ad allora già Primo Ministro per ben due volte, scrisse a Re Umberto di Savoia, quando già si  vociferava che lo stesso voleva dare l’incarico al Giolitti. Nella lettera, il Crispi esortava il Sovrano di non addentrarsi in esperimenti politici, rammentando che un Presidente del Consiglio era colui al quale gli venivano affidate le chiavi dello Stato. Re Umberto, però, fece il suo esperimento politico, nacque il Giolitti I, dentro il quale esplose lo s andalo della Banca Romana in tutta la sua drammaticità.  Questo governo durò circa un anno e mezzo per poi veder nascere il terzo governo Crispi. Ma torniamo ai giorni nostri: al Quirinale c’è un Capo di Stato che ama fare esperimenti politici da diverso tempo, sia in periodi dove c’è una certezza governativa e sia, in periodi di crisi di governo. I precedenti esperimenti sono quelli del governo Monti e del governo Letta; adesso tenta di giocare la carta Renzi, sindaco di Firenze e segretario nazionale del Partito Democratico, ma potrebbe arrivare la grande sorpresa: Napolitano potrebbe giocare il suo ultimo e unico jolly a sua disposizione: sta per fare uscire dalle scuderie quirinalizzie un cavallo di razza bolognese, non per andare a fare il ministro di Renzi, ma per dar vita al suo terzo governo. Così per buona pace del Crispi e di tutto l’attuale Centro-Sinistra italiano.

Ci risiamo.

Il tenutario di questo diario latita un po’, non per crisi mistiche varie, ma solamenti per seri motivi familiari che mi distolgono quasi completamente nel tenere aggiornato il blog come vorrei, ma ildovere mi chiama, ci sono elezioni alle porte. Fra sette giorni noi sardi dobbiamo eleggere il nuovo governatore con consiglieri inclusi. La scelta è tra il governatore in carica e indagato per affari loschi (P3 e compagnia danzante) e un professore universitario (insomma il Monti in salsa sarda). C’è una novità: la scrittrice Michela Murgia che si presenta con una sua lista,  progressista e indipendentista. È una canditata che fa piacere ascoltare e che contemporaneamente si può raffinare il proprio italianoparlato, e non è male visto la cacofonia cronica dei nostri rappresentanti pubblici. Rubera’ voti alla sinistra ed è per questo che i due maggiori competitor sono testa a testa, altrimenti avremo lacertezza di avere per i prossimi cinque anni l’ assesore di Renato Soru, quindi: tasse, tasse e tasse. Alla fine vincerà il meno peggio, Ugo Cappellacci. Meglio un indagato in casa,  che un esattore alla porta. Buon voto a tutti e Fortza Paris.