Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, si è distinto per l’ennesima volta, per il suo inseparabile dilettantismo politico. Da buon democristiano, quando è in Italia non fa altro che lasciare dichiarazioni bellicose alla stampa nostrana, poi quando alle parole devono seguire i fatti, si scopre il suo lassismo istituzionale, il suo pressapochismo diplomatico, la sua mediocrità nel portare avanti gli interessi del suo Paese. Ecco servito tutto l’europeismo democratico e progressista del Centro-Sinistra italiano. All’appuntamento europeo per la revisione del Trattato, l’Italia che fino ad oggi aveva 78 Seggi, dalle prossime elezioni europee (2009) nè avrà 5 in meno. Sarà rappresentata da 73 Deputati, alla pari della Gran Bretagna. Il Paese più Euroscettico del Vecchio Continente; quello che ancora non ha deciso di entrare in zona Euro; quello che ha tirato fuori quel patetico nazionalismo sulle Libbre, non permettendo l’introduzione dei Chilogrammi; quella Gran Bretagna (o Regno Unito che sia) che soltanto avendo poco più di un milione di abitanti rispetto all’Italia, che è entrata nell’Unione nel 1973, mentre l’Italia è membro dal Marzo del 1957, ora conta quanto l’Italia, fa pensare di quanta importanza abbia il nostro Paese in Europa, governato da queste persone. E questo dovrebbe incominciare a far riflettere, anche i più europeisti, a cosa serva continuare a far parte dell’Unione in questi termini, senza aggiungere di cosa ci sia costato, di cosa ci costa e cosa ci costerà in futuro, continuare a stare in Europa e ad avere tra le mani la Moneta europea.
A braghe calate.
19 venerdì ott 2007
Posted in Politica Italiana, Unione Europea