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4 Novembre, Dalmazia, De Gasperi-Gruber, Foibe, Giulia, I Guerra Mondiale, Istria, La Grande Guerra, Trattato di Osimo
Come riporto da tempo in questo Blog, la Repubblica Italiana ha sempre avuto una sua precisa visione storica del proprio Paese e del proprio Popolo, e tale particolare, originale, precisa visione storica l’ha sempre difesa, devo dire con grande coerenza. Abbiamo dovuto aspettare oltre mezzo Secolo per avere un giorno dedicato alla tragedia delle Foibe e al dramma degli esuli giuliani, istriani e dalmati; non abbiamo fino ad oggi ripristinato come festa nazionale il 20 Settembre, che ci ricorda quando nel 1870 finalmente la Città di Roma venne liberata dall’Esercito Italiano e annessa all’Italia Unitaria; non abbiamo mai voluto introdurre il 17 Marzo come festa nazionale in onore della Patria, visto che per convenzione si fissa in quel giorno del 1861 la nascita dell’Italia Unita e del nostro Popolo. Ma c’è anche un’altra giornata, che ha un’importanza storica e politica per noi italiani: il 4 Novembre, il giorno in cui finì la Prima Guerra Mondiale, in cui l’Italia sconfisse l’Impero Austro-Ungarico e con tale vittoria, si concluse il percorso cosidetto “risorgimentale” nell’unire l’Italia intera, ma su questo ultimo punto, come sapete ho opinioni un pò diverse. Dicevo del 4 Novembre, nella giornata del 4 Novembre 1918 alle ore 15:00 esatte vengono sospese definitivamente le ostilità tra l’Esercito Italiano e quello Asburgico. La fine della guerra in realtà avvenne il giorno prima, quando a Villa Giusti presso Padova viene firmato l’Armistizio tra Vienna e il governo italiano. Si diede così al 4 Novembre il titolo di Giornata della Vittoria e di Festa delle Forze Armate, per ricordare quel giorno come la data in cui l’Italia si liberò dal suolo patrio del suo nemico di sempre e per onorare i nostri soldati di mare e di terra che caddero per difendere la nostra libertà e l’onore della Nazione. Ma la Repubblica Italiana, decise di dare a questa giornata un altro nome: Festa dell’Unità Nazionale, che noi liberali non abbiamo mai condiviso. Come non abbiamo condivido quella cieca e sorda impotenza politica, quella cieca e sorda ignoranza storica, che ha sempre accompagnato tutti i governi repubblicani, verso le nostre ragioni storiche, culturali, politiche e geografiche. Quell’impotenza di non aver rimesso le mani sull’accordo De Gasperi-Gruber; quell’impotenza nel non vedere il malessere civile del Nord Italia e in particolare del Referendum che alcuni paesi ladini nel Veneto hanno portato avanti, perché vogliono far parte dell’Alto-Adige; quell’impotenza nel non capire che il Trattato di Osimo è un’oltraggio alla dignità del nostro Popolo ed una minaccia al nostro onore nazionale; quell’impotenza nel non poter conferire una medaglia d’oro al valore civile ad una città come Zara, oppure a emettere un francobollo in onore della città di Fiume, perché il governo croato protesterebbe; ma soprattutto, vedere una delle città più belle d’Italia, ancora divisa ignobilmente in due: Gorizia da una parte e Nova Goritza. Quando arriva il 4 Novembre, noi liberali pensiamo a tutto questo, e pensiamo che fino a quando in Italia qualcuno deciderà di preoccuparsi di queste cose, gli oltre 600.000 caduti si sono sacrificati per nulla e il 1.500.000 di feriti e mutilati, hanno dovuto sopportare tutto quello che hanno sopportato per niente.