Tag
Bipolarismo, Destra Liberale, Liberali per l'Italia, Partito del Popolo e delle Libertà, Sistema Bipartitico, Sistema Multipartitico, Sistema Tripolare
Così ci definì Indro Montanelli, a noi liberali di Destra. Ma nonostante questa amara e laconica definizione, quello che mai riuscì a capire il grande giornalista toscano, è il perché la Destra Liberale italiana, soprattutto dopo i fatti del 1992, non sia riuscita a darsi una sua nuova identità, una sua nuova natura politica, una sua dimora, distinguendosi dal resto della classe moderata del Centro-Destra. Perché non è riuscita in questi 13 anni di bipolarismo, di crearsi un suo posto nella scena politica, pur piccolo che fosse? E’ inspiegabile o forse lo è. Sta di fatto che oggi, l’unico movimento o associazione politica che vanta non solo con il nome di rappresentare la Destra Liberale degnamente e con autorevolezza, sta per incamerarsi verso un percorso conservatore, percorso per certi versi obbligato visti gli accadimenti delle ultime settimane nel quadro partitico nazionale. Prima arriva l’ipotesi di un avvicinamento a La Destra di Storace, ma poi tale eventualità rientra immediatamente nonostante chi detiene il peso politico maggiore nel LpI-DN continua a sostenere come ha sempre fatto che la Destra Liberale non ha nemici a Destra, ma soltanto a Sinistra. Poi arriva la notizia di una costituente per traghettare il LpI-DN in un partito politico a tutti gli effetti, dando vita alla Destra Liberale Italiana (D.L.I.), ma anche questa evenutalità sfuma definitivamente, con la conferenza audio di ieri sera su Skype dei “Dissidenti”, me incluso, che vengono a conoscenza che per l’appunto la costituente non si farà più il mese prossimo a Milano, perché oltre tutto è prevista (a quanto pare) una Convention di Silvio Berlusconi che potrebbe supporre l’azione pre-costitutiva del nuovo partito politico nel Centro-Destra (Partito del Popolo e delle Libertà “P.P.L.”). Con questa Convention, la dirigenza del LpI-DN potrebbe confluire definitivamente nel nuovo partito di Berlusconi e per i dissidenti (poco meno di una decina), si avvicina il momento di prendere decisioni, che oramai non possono più essere rimandate. Per i dissidenti si aprono scenari interessanti, anche se ancora tutti da pesare nella loro pratica realizzazione: tra questi, diversi nomi nel panorama imprenditoriale nazionale che potrebbero dare un iniziale e modesto contributo finanziario, per avviare le primissime azioni per costituire un soggetto politico autonomo e indipendente; diversi nomi nella comunità politica, che potrebbero perseguire un percorso comune con i dissidenti, per dar vita ad uno schieramento liberale in campo nazionale. Il tramonto definitivo del bipolarismo, ci pone davanti la possibilità e la responsabilità di poter segnare a nostro favore uno spazio, che col tempo non potrà far altro che crescere politicamente ed elettoralmente. Tutto si deciderà nelle prossime tre settimane e dopo le festività natalizie, essere in grado di decidere cosa fare.