Punto 7. Semplificazione burocratica e “Impresa in un giorno”.
Così Daniele Capezzone:
Apertura immediata delle nuove imprese ed ulteriori sburocratizzazioni.
In questo punto, c’è uno dei maggiori problemi economici italiani: ovvero, la difficoltà burocratica di dar vita ad un’azienda imprenditoriale per via della gravosa e assoluta rigidità burocratica, che poi si estende nel prosegua della vita aziendale. Vediamo cosa succede in Italia: nel nostro Paese per dar vita ad un’azienda, bisogna recarsi prima di tutto da un Notaio per costituire la società, che può essere individuale, società di persone (a sua volta suddivisa in società in nome collettivo oppure società in accomandita semplice) e società di capitali (che può essere società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni). Tralasciando i vari tipi di società, cerchiamo di tracciare una società medio piccola: dicevo, che la prima cosa da fare è costituire la società giuridicamente, quindi depositare l’atto costitutivo presso un notaio; a seconda del tipo di società e del capitale sociale che si intende assegnare in fase costitutiva alla neonascente impresa, si paga un onorario (poco onorevole) al Notaio, oltre ad aver già versato i 3/10 del capitale in un conto corrente bancario e il restante 7/10 da versare nel giro dei successivi 10 giorni dalla costituzione societaria. Bisogna inoltre rivolgersi al distretto finanziario più vicino per farsi assegnare la Partita Iva; dopo, ci si deve recare alla Camera di Commercio per registrarsi nel registro delle imprese. Tutto questo ha già dei costi di non poco conto. Dopo di ché, bisogna sostenere l’apporto finanziario di avvio d’attività: fitti per i locali aziendali, allacci per la telefonia e l’energia elettrica, arredi e strumenti vari per poter avviare l’impresa, senza i quali è impossibile lavorare, per non parlare di tutti gli altri costi generali come l’assunzione di personale e via via discorrendo. In poche parole, per poter avviare un’azienda di piccole dimensioni, inserita nel settore artigianale o nel commercio, non sono sufficienti dai 30 a 50 Mila Euro nella ipotesi più ottimistica. In più consideriamo che sin dal primo anno, non vi è alcun beneficio di riduzione della pressione fiscale, sia localmente (ICI, Tosap etc…) e sia a livello nazionale. E se per esempio, il potenziale imprenditore non ha fondi propri per avviare l’impresa, ma per esempio una buona idea imprenditoriale da presentare per trovare finanziamenti bancari? E’ meglio che lasci perdere, e abbandoni definitivamente l’idea di diventare imprenditore. Negli altri Paesi europei cosa succede? In Germania, ci si presenta presso la Camera di Commercio e compilando un modulo e con il pagamento di 1 Euro (avete letto bene: un Euro) si può dar vita ad un’azienda a livello embrionale. Si registra il nome dell’azienda, si assegna d’ufficio la partita Iva, si registrano i dati di colui che presenta la domanda, il quale lascia una copia del Business Plan dell’idea imprenditoriale, che può essere semplicemente anche l’apertura di una pizzeria o di un negozio in franchising di scarpe e vestiti. La Camera di Commercio tedesca, trasmette a tutti gli Istituti Bancari affiliati il Business Plan, per vedere chi sia disposto a finanziare quell’idea d’impresa. In un tempo massimo di 15 giorni, la Banca che decide di aderire a quel progetto d’impresa, viene ufficializzata la nascita dell’Impresa, vengono erogati due fonti di finanziamento: uno per avviare l’impresa (Seed Capital) ed una per ottemperare all’avvio della produzione (di beni o di servizi) dell’impresa. Dal momento che l’impresa viene avviata, verrà esonerata dal pagare le imposte nazionali e locali per i primi tre anni e inizierà a pagare le rate del finanziamento a partire dal secondo anno di attività. In Spagna, stessa identica cosa, con qualche particolare differenza, ma la sostanza è sempre quella. C’è da aggiungere, che in questi Paesi europei che ho citato, ci sono le pene più alte d’Europa verso i reati economici, finanziari e societari, come per esempio: Falso in Bilancio, Emissione di Fatture False, Bancarotta, Insider Trading, Aggiotaggio, False Comunicazioni Societarie, Emissione Assegni a Vuoto, Protesti di Titoli di Credito (Cambiali e altro), Evasione Fiscale etc…
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