Come avviene tutte le volte che ci sono elezioni, i Mezzi d’Informazione (Internet compreso) incominciano a sfornare proiezioni pre-elettorali e cioé, le previsioni di voto degli elettori italiani in un dato periodo, che è ovviamente antecedente alle elezioni vere e proprie. Significa che tali proiezioni espresse quasi sempre in percentuale, rappresentano l’intenzione di voto degli italiani, nel momento in cui viene posta la domanda fatidica: “Scusi, ma lei per chi voterà”. Cioé, in un dato periodo, viene chiesto ad un elettore, che voto darà il giorno delle elezioni. Se nei numeri che vengono inondate le pagine dei giornali e le pagine di Internet, viene posto anche l’intenzione di voto dell’intervistato, se andasse a votare in quel preciso momento, pone davanti alla persona la richiesta di una scelta immediata, ma non immutabile, così al contrario, formulando la prima domanda, il potenziale elettore assegna la possibilità di offrire il suo voto fra due mesi, considerando il presente e quindi svalutando la possibilità che nell’arco di quei due mesi possa capitare tutto e il contrario di tutto. Se poi, aggiungiamo che gli italiani, contrariamente ad altri cittadini europei, hanno una particolare attitudine a nascondere le proprie opinioni, per esempio se vengono contattati telefonicamente, mentre su Internet c’è sicuramente una maggiore responsabilità a dire il vero e non il falso, e se poi aggiungiamo che comunque i numeri che escono fuori non sono perfettamente interpretabili per via dell’assenza di un sistema elettorale maggioritario e per di più complesso e complicato come quello vigente, che pure risalendo a dei numeri veritieri, è impensabile determinare come veramente si distribuirà l’assetto politico dentro il Parlamento, possiamo tranquillamente dire che i sondaggi politici elettorali sono tutti falsi, ma non perché sono falsati volontariamente dalle persone, ma perché il sistema che viene usato per trasformare i dati (intenzioni di voto) in informazioni (proiezioni elettorali) è assolutamente non adatto allo scopo. Quindi non bisogna dare alcun credito scientifico e politico ai sondaggi che circolano attualmente in Italia. Attendibili, invece, sono i numeri che sto per riportare, senza naturalmente diffondere la fonte (non italiana) e soprattutto il sistema (sperimentale), dove quest’ultimo si basa si concetti che circolano da anni sugli indici di sproporzionalità effettiva e tendenziale del sistema elettorale vigente e che comunque non è espressione dell’intenzione di voto alla Camera dei Deputati e nemmeno del Senato della Repubblica. E’ soltanto l’intenzione di voto degli oltre 40 Milioni di elettori italiani (escluse le circoscrizioni elettorali all’Estero), se questi andassero a votare oggi, o meglio domani 24 febbraio 2008. Essendo comunque delle proiezioni dove si applica la matematica alle opinioni delle persone, anch’essi vanno presi con il beneficio dell’inventario. Ma ciò nonostante ne terrei conto, più di tutti gli altri.
Secondo questa proiezione, la P.d.L. (Popolo della Libertà) avrebbe la maggioranza alla Camera dei Deputati (ovvio), ma il P.D. (Partito Democratico + Radicali + Italia dei Valori) avrebbe la maggioranza al Senato senza l’apporto dei Senatori a Vita e dei Senatori di Sinistra (Comunisti Italiani, Partito Socialista Italiano, Sinistra Arcobaleno, U.D.EUR.). Al contrario, se fosse il P.D. il partito di maggioranza relativa nelle proiezioni, avrebbe naturalmente la maggioranza alla Camera dei Deputati, ma non al Senato (nonostante i voti dei Senatori di Sinistra), dove non ce l’avrebbe nemmeno il partito di Berlusconi, senza considerare i Senatori della Rosa Bianca, dell’U.D.EUR. e de La Destra. Il P.D. in questa situazione potrebbe arrivare ad essere maggioranza soltanto se oltre ai Senatori di Sinistra, verrebbe appoggiato da La Rosa Bianca. Questa è la situazione che si verrebbe a creare se si andasse a votare oggi. C’è una cosa da aggiungere: i dati riferiti a tutti gli schieramenti (partiti o coalzioni) sopra descritti, sono da considerare in saturazione superiore al 89%. Ciò significa che a parte La Rosa Bianca, i coefficienti dei partiti sono da considerare come il massimo raggiungibile, con un potenziale aumento pari al 11%, che è considerato un incremento talmente improbabile da considerarlo nullo. Per essere più chiari: il P.d.L., in teoria, potrebbe passare dal 35% al 38,8% e così via tutti gli altri. Per motivi inspiegabili, l’unico partito che in questo momento il minor coefficente di saturazione elettorale è proprio La Rosa Bianca (compreso l’U.D.C.), che ha un coefficiente di saturazione al di sotto del 50% e potrebbe quindi arrivare a migliorare la sua performance di circa 8 punti percentuali, passando così dal 12 al 18 percento. C’è, infine, da sottolineare che nella ipotetica maggior performance del movimento cattolico, coinciderebbe drammaticamente il crollo dei due maggiori partiti: il Popolo della Libertà e il Partito Democratico: nel primo, il rapporto sarebbe di 1 elettori su 3 e nel secondo di 1 elettore su 5. Questo spostamento non sarebbe compreso in quel 18% ma andrebbe a sommarsi su quel valore, e quindi si avrebbe questo risultato:
In questa lontana eventualità, per via di calcoli e riporti veramente complessi, stranamente La Rosa Bianca si ritroverebbe ad avere la maggioranza sia alla Camera dei Deputati e sia al Senato della Repubblica, senza l’appoggio di nessun partito presente all’interno del Parlamento. Eventualità molto remota, che possa verificarsi, ma comunque rimane pur sempre un’eventualità che può accadere.