Walter Veltroni, Segretario Nazionale del Partito Democratico italiano e Sindaco uscente della Città di Roma, è il candidato Premier del PD. Ha voluto iniziare la sua campagna elettorale dall’Umbria, presso Spello in provincia di Perugia, nella giornata di ieri. Walter Veltroni ha iniziato la sua carriera politica nel 1976, quando all’età di 21 anni fu eletto Consigliere Comunale a Roma sotto le file del Partito Comunista Italiano. Nel 1987 divenne Deputato per la prima volta, l’anno dopo entrò nel Comitato Centrale del partito e nella nuova carica, fu favorevole alla nascita del PDS (Partito Democratico della Sinistra) lanciata da Achille Occhetto. La base del nuovo partito lo candidò alla Segreteria Nazionale, che perse per soli 76 voti contro Massimo D’Alema. Nel 1996 partecipa alla nascita della coalizione di Centro-Sinistra “L’Ulivo”, per poi entrare nel I Governo Prodi come Vice Presidente del Consiglio, Ministro dei Beni Culturali e Ambientali, con incarico per lo Spettacolo e lo Sport. Nel 1998 quando cade il Governo Prodi, torna ad occuparsi a tempo pieno del partito e a lavorare al progetto dei DS (Democratici di Sinistra). Nel 2001 viene candidato Sindaco di Roma e viene eletto con il 53% di voti. Nel 2006 viene riconfermato con il 61% di voti. Nel Maggio del 2007 entra nel comitato nazionael del PD (Partito Democratico) e viene eletto Segretario Nazionale con il 75% di consensi, tramite il sistema delle Primarie. Dalla sua carriera politica, si avvince che Veltroni non è certo il classico leader politico che la maggior parte delle persone vorrebbe vedere come inquilino di Palazzo Chigi. Un politico talentuoso, ma che possiede molti limiti: non è un vero leader, ma piuttosto un prodotto burocratico delle stanze di partito, che ha fatto strada più per le conoscenze e le amicizie che non per il proprio pensiero politico; non è un decisionista, ma piuttosto un’attendista, uno che non ha la capacità di prendere decisioni al volo e nell’attesa, perdere l’occasione di fare la differenza nel conflitto politico; non è coraggioso nel prendere certe posizioni, anche quando queste sono quelle più praticabili in un certo momento della sua azione politica, ma piuttosto si nasconde sul “politically correct”, perché in fondo preferisce il consenso che non il confronto contro chi non la pensa come lui. Insomma, è uno che parte bene, ma alla fine si perde per strada; uno che ha paura, alla fine dei conti, di prendere la leadership, il comando. Come Sindaco di Roma, ha dimostrato di avere poca dimestichezza nell’amministrare il bene pubblico. Incapace di comprendere quali possono essere le vere priorità politiche e sociali di una città complessa come Roma, in quanto capoluogo di una Regione, ma soprattutto in quanto Capitale politica della Nazione. Il programma elettorale che ha lanciato ieri dall’Umbria, è un insieme di cialtroneria grammaticale e di artifizio programmatico, con una eccessiva dose di provincialismo. Un programma assolutamente non credibile e irrealizzabile. Un candidato alla Presidenza del Consiglio si valuta su due linee politiche: quella economica e quella estera. Sulla politica economica, Veltroni è il candidato più impreparato e ignorante (dal punto di vista tecnico) tra tutti. Parla di abbassare le tasse ed alzare i redditi dei lavoratori, quando tutti sanno (soprattutto a Sinistra), che in questo momento non è possibile fare ne l’uno e ne l’altro, dal momento che già siamo entrati in fase recessiva, fase che ancora non sappiamo di che entità sia e soprattutto che danni porterà a breve e medio termine. Non un solo cenno all’abbattimento della Spesa Pubblica, dei costi inverosimili del dinosauro amministrativo statale. Non una parola sulle liberazioni e sulle privatizzazioni, e non deve sorprenderci questo, basta vedere come ha risolto da Sindaco di Roma, la spinosa questione delle licenze dei Taxi. In quanto alla politica estera, non è stata sfiorata: non una parola sulla questione medio-orientale, sul nodo balcanico del Kosovo che spinge per l’indipendenza, della Turchia che vuole entrare in Europa, della stessa Croazia che prepara il suo ingresso nell’Unione, per non parlare delle divergenze USA-Europa in seno Nato che sono affiorate negli ultimi mesi, per un maggiore impegno di uomini e budget su vari fronti internazionali a partire dall’Afghanistan, per non parlare infine della questione iraniana. Niente di niente è trapelato dalla bocca del candidato Premier del PD. Walter Veltroni è assolutamente un candidato da bocciare senza se e senza ma. L’elettorato progressista-laico-liberale, che desidera un vero cambiamento in Italia, dovrà optare per un’altra forza politica all’interno del Centro-Sinistra oppure astenersi dal voto del 13 e 14 Aprile, che forse è la scelta più intelligente. Aspettiamo a vedere se nel PD entrerà anche l’Italia dei Valori di Di Pietro, e soprattutto cosa intenderà fare La Rosa nel Pugno. Se la formazione dei Socialisti e dei Radicali, decideranno di presentarsi autonomamente con un proprio candidato Premier e con delle proprie liste alla Camera dei Deputati e al Senato, forse un’alternativa c’è. Forse.
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