Nel primo pomeriggio è arrivata la notizia, che in Afghanistan ha perso la vita un Sottufficiale Italiano ed è rimasto ferito un altro graduato, entrambi dell’Esercito. Erano intenti in attività di cooperazione sanitaria ai civili, nella Valle di Uzeebin presso la località di Rudbar a meno di cento chilometri dalla capitale Kabul, quando i nostri soldati sono stati coivolti in un conflitto a fuoco. La notizia è arrivata così in Italia, frantumando quel silenzio riottoso da parte dei maggiori leader politici, che all’apertura della campagna elettorale, tutti quanti, nessuno escluso, non si sono degnati di trattare l’argomento della politica estera ed in particolare di quella sulla guerra al terrorismo e all’impegno militare dei nostri contingenti all’Estero. Entrerà così, un argomento cruciale tanto caro agli italiani: la questione sul terrorismo, sulla guerra al fondamentalismo islamico, sull’impegno più attivo dell’Italia e dell’Europa nel combattere il terrorismo islamico e nell’impegnare più fondi finanziari verso la Difesa Italiana e verso il rapporto con gli altri Paesi, a partire dalla Nato, dove proprio in queste settimane gli americani avevano chiesto più impegno da parte del Vecchio Continente, senza nascondere che l’eventuale fallimento in Afghanistan è un fallimento da imputare alla Nato e buona parte di questa responsabilità di fallimento, sarà imputata a noi europei. I maggiori leader politici italiani, hanno espresso il più sentito cordoglio per l’accaduto ed hanno detto che oggi non c’è spazio per dibattere su questo, per rispetto della Famiglia del soldato morto. Staremo a vedere già dalla prossima settimana, se i candidati Premier saranno capace senza ipocrisia e demagogia, di affrontare l’argomento seriamente e soprattutto se avranno coraggio di prendere delle posizioni forti, anche se non condivise da buona parte degli italiani.