L’ultima newsletter ricevuta dalla Federazione dei Liberali, mi informa che tre Avvocati: Aldo e Giuseppe Bozzi e Giuseppe Porqueddu, hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i Decreti del Presidente Napolitano, con i quali sono stati convocati i comizi per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della Legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti dei cittadini fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Capo dello Stato. I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n° 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della Legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
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le liste bloccate che privano l’elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento;
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l’attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima;
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l’indicazione sulla scheda elettorale del candidato Premier.
L’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati, cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentantività e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (Articol 3 del Protocollo I). L’attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la Legge Acerbo del 1924 e con la successiva Legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il parlamento. L’indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carica di Premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri.
FEDERAZIONE DEI LIBERALI