Ieri, era l’ultimo giorno utile per depositare i simboli delle liste elettorali, coalizioni e partiti politici, presso il Ministero dell’Interno. Ne sono stati presentati ben 177, anche se una buona fetta di questi, sono stati depositati per evitare che terzi li possano utilizzare impropriamente. Il primo ad essere stato depositato, è stato quello della lista “Lista del Grillo – No Euro”, mentre l’ultimo ad essere stato depositato (il 177°) è stato quello di “Italia Popolare”. Anche in questa occasione elettorale non sono mancati i nomi curiosi:
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No Monnezza in Campania
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Partito Impotenti Esistenziali
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Non Remare Contro
e tantissimi altri. Il problema della presentazione dei simboli delle Liste Elettorali, è un problema serio anzi serissimo. Si parla da tempo (troppo) di riformare la Legge Elettorale, di introdurre un sistema elettorale che cancelli il multipartitismo eccessivo nella politica italiana, e che permetta di avere un Parlamento Italiano con pochi partiti e che quindi si raggiunga quella stabilità politica che permetta finalmente di avere dei governi che durino un’intera legislatura, senza più una frammentazione così come l’abbiamo sempre conosciuta dall’avvento della Repubblica e quindi un sistema di alternanza politica (Maggioranza – Opposizione) in linea con i principali standard istituzionali delle principali democrazie occidentali. Ma avviare la riforma elettorale, significa anche mettere mano ai requisiti per poter presentare le liste ad ogni tornata elettorale. Che senso avrebbe introdurre una legge elettorale che possa mandare in Parlamento da 4 ai 6 partiti politici, se poi quando ci presentiamo a votare, ci vediamo consegnare non una scheda elettorale ma un lenzuolo con diverse decine di simboli? Ecco, perché è importante non solo abbandonare il sistema proporzionale, ma incrementare rigidamente i requisiti minimi per poter presentare le liste elettorali alle Elezioni Politiche. Prima cosa da fare, è quella di presentare il simbolo e le liste dei candidati in un unica data, anziché presentare prima i simboli e poi a distanza di una settimana le liste dei candidati. Secondo passo, quello di rendere più difficile presentare le liste, incrementando il numero minimo di firme necessarie per poter presentare le liste elettorali, che dovranno essere pari ad almeno il 5 % degli aventi diritto di voto in quella circoscrizione elettorale, in modo tale che più liste decidano di accorparsi in un’unica lista e così diminuire il numero di liste che si presenteranno alle elezioni. Terzo e ultimo passo, facilitare la raccolta di firme: nell’attuale legge elettorale le firme devono essere raccolte davanti ad un Cancelliere del Tribunale, o ad un Notaio, ed inoltre chi deposita la propria firma per una lista non può firmare per altre liste. Invece, dovremmo dare l’opportunità ai cittadini di presentarsi in ogni sede comunale (Municipio e Circoscrizioni) per poter firmare davanti ad un impiegato del Comune e naturalmente davanti ad un responsabile delle varie liste che si vogliono presentare alle elezioni, e il cittadino potrà decidere di firmare per una lista o per più di una, e verrà ricompensato con 1 Euro per ogni firma depositata (le firme non saranno più disgiunte per la presentazione dei candidati Deputati e dei candidati Senatori). L’Euro donato al cittadino sarà pagato dal comitato di quella lista elettorale, che in caso non riesca a mandare nessun candidato in Parlamento verranno rimborsati dallo Stato, mentre se quella lista manda anche un solo parlamentare, lo Stato rimborsera la metà (€ 0,50) per ogni voto ricevuto da quella lista alle elezioni. In questo modo, si riuscirà a ridimensionare e non di poco la miriade di liste elettorali, ed in più si riuscirà a dare una risposta alla vergognosa e spinosa normativa sui rimborsi elettorali. In questa settimana, si decideranno le composizioni delle liste dei candidati alle prossime elezioni politiche, e così sapremo finalmente chi saranno i candidati dei vari partiti e liste. Questo Blog, cercherà di soffermarsi soprattutto sulle liste che verranno presentate in Sardegna, sia per la Camera dei Deputati e sia per il Senato della Repubblica.