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Quattro anni fa avveniva l’attentato terroristico di Madrid per mano del terrorismo islamico. La Spagna in piena campagna elettorale, fu violentata dalla furia omicida di Al Qaida e fu violentata una seconda volta, dalle menzogne del Primo Ministro Aznar, il quale per ribaltare l’esito elettorale attribuì all’Eta la responsabilità di quel tragico e devastante crimine. Ma il popolo spagnolo poco incline a farsi imbrogliare e umiliare nel suo profondo, non credete ad una sola parola del leader Popolare e fece vincere il Partito Socialista di Zapatero, il quale aveva promesso che in caso di vittoria avrebbe portato via dall’Iraq l’esercito spagnolo e così fece; promise che ci sarebbe stata giustizia nei confronti degli attentatori e così è stato; promise che la Spagna sarebbe uscita da una pagina impietosa e ne avrebbe aperta un’altra, nuova e importante e così fino ad oggi è stato.
A quattro anni di distanza da quel tragico evento, la Spagna si è ritrovata avvolta nel sangue e nella disperazione, anche se in misura decisamente meno drammatica della volta scorsa. Una figura importante del Partito Socialista è stato assassinato dall’Eta, ma anche questa volta gli spagnoli non si sono fatti intimidire e sono andati a votare con lo stesso spirito e con la stessa determinazione di sempre ed hanno confermato il partito del Primo Ministro Zapatero. Dobbiamo chiederci, cosa avremmo fatto noi al loro posto. Dobbiamo chiederci, quanta strada ancora deve compiere la democrazia italiana per poter essere anche solo minimamente paragonata a quella spagnola. Chiediamocelo, soprattutto di come stiamo attraversando questo periodo che ci divide dalle elezioni politiche di Aprile, e oltre a chiedercelo, cerchiamo anche di darci delle risposte. Nel frattempo, un sincero e rinnovato cordoglio a tutti gli spagnoli.