Silvio Berlusconi in questi due anni di opposizione al Governo Prodi aveva convinto molti italiani. Li aveva convinti delle sue teorie, delle sue supposizioni, dei suoi immancabili e costanti attacchi alla Maggioranza di governo. Gli italiani si erano convinti e avevano deciso di dargli retta, di credergli. Così è stato fino a questi ultimi 10 giorni. Cosa è cambiato? E’ cambiato che Berlusconi non sta vincendo le Elezioni, ma le sta perdendo; per ora, le ha perse solo al Senato, ma si sta avviando anche alla sconfitta nella Camera dei Deputati. Vi chiedete il perché? Di chi è la colpa? Le risposte a queste due domande sono ovvie e semplici e davanti agli occhi di tutti. Le sta perdendo perché non è stato in grado di costruire adeguatamente un nuovo soggetto politico all’indomani della nascita del PD. La colpa di questa imminente sconfitta elettorale e politica è soltanto sua e di nessun altro. Silvio Berlusconi è stato l’artefice, il Padre del Centro Destra italiano nella Seconda Repubblica, e sempre lui ha deciso di dargli il colpo di grazia definitivo e quindi di ucciderlo. Silvio Berlusconi si è dimostrato un contadino con una bellissima terra da coltivare e proprio quando doveva iniziare a lavorarla, ha incominciato a darsi la zappa sui piedi, una prima volta, una seconda, una terza, e ancora non è finita visto che manca ancora un mese scarso al giorno delle elezioni. Gli errori che ha compiuto da due anni a questa parte, ma soprattutto sotto questa campagna elettorale sono diversi. Iniziamo ad elencarli:
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Il Partito Unico. Il primo errore di Berlusconi è stato quello di non capire che il Bipolarismo così com’era strutturato doveva essere messo in soffitta e che con l’avvento del PD nel Centro-Sinistra avrebbe dovuto intervenire subito. Invece, se nè fregato altamente, non è stato capace di percepire che il governo stava per cadere e preso alla sprovvista, non è stato all’altezza del suo compito, quello di leader dell’Opposizione, nel cercare di organizzare adeguatamente queste elezioni anticipate.
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P.d.L. Il secondo errore di Berlusconi è stato quello di presentarsi con una lista unica, che non è ancora un partito ma non è più una coalizione. Gli elettori italiani erano abituati al sistema delle coalizioni, perché queste potevano garantire ad essi di continuare a votare per i propri partiti di appartenenza e nello stesso tempo, di aderire ad una leadership comune, che in caso di vittoria avrebbe garantito una maggioranza coesa. Invece, propone un simbolo comune che molti non capiscono, perché è nuovo, perché sostituisce quelli dei partiti di riferimento, perché non rispecchia fedelmente tutte le appartenenze politiche diverse tra loro, per storia e per cultura.
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Alleanze. Silvio Berlusconi sbaglia completamente le alleanze politiche all’interno della lista unica del PdL. Estromette i moderati cattolici che vanno per conto loro, ma fa entrare l’Estrema Destra di Storace. Questo è l’errore principale che lo porterà alla sconfitta elettorale nel Senato.
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Candidature. La scelta delle candidature sono l’errore più grosso che Berlusconi ha commesso. Mette alla porta i Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla, la quale viene dirottata nelle liste in Emilia Romagna, per il resto zero assoluto. Estromette dalle candidature figure liberali di vecchio corso come Alfredo Biondi e giovani come Daniele Capezzone. Inserisce attori (Barbareschi), imprenditori di dubbia moralità (Ciarrapico) e sbatte fuori candidati di vecchio corso. Non rispetta nemmeno il principio territoriale, e cioé quello di inserire in ogni regione candidati legati a quella regione, per nascita, residenza o per legami familiari e/o professionali.
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Programma elettorale. L’agenda politica di Berlusconi non cambia di una virgola. Non gli è bastata la fallimentare politica estera ed economica nel quinquennio del suo governo (2001-2006). Vuole riprendere da li, sapendo di quello che ha portato all’Italia e cioé soltanto danni. In più, bisogna annotare il voltagabbana di Tremonti, che ha deciso di diventare il nuovo paladino antiglobalizzazione, il nuovo adepto dei neokenesiani, che ripropongono l’urgenza politica di uno Stato che deve rimanere presente nell’economia, e quindi abbandonare definitivamente quel microscopico filoliberismo, che il Centro-Destra aveva sempre sostenuto fino ad ieri.
Il PdL non è in grado di raggiungere il 55% di consensi al Senato in nessuna delle 20 Regioni, per poter ipotizzare una maggioranza al Senato, vincendo nelle regioni più grosse. Al Senato ha già perso le elezioni e il PD riuscirà a raggiungere la maggioranza molto probabilmente anche senza l’apporto dei Senatori a Vita e dei Senatori eletti nelle file della Sinistra Arcobaleno. Per ora è avanti nella Camera dei Deputati, non di molto come vogliono far credere nel Centro-Destra; il divario in termini percentuale è sotto l’8% e mancano 5 settimane alle elezioni. Una cosa è certa: Berlusconi e il suo PdL è in caduta costante e un mese di campagna elettorale ancora da fare, sembra un’eternità. Un’eternità che potrà essere colmata da scelte non proprio azzeccate da parte del leader azzurro. Stracciare il programma del PD in un comizio, per non parlare delle uscite fuori luogo che avvolgono le giornate elettorali di Berlusconi e dei suoi alleati, fanno pensare che sta per arrivare la conclusione più indecorosa di un’esperienza politica che dura da quasi 15 anni. La cosa tragica, in tutta questa storia, è che non sono avvenuti ancora i dibattiti televisivi tra i due maggiori candidati Premier e soprattutto, che il bello (o il brutto) di queste elezioni deve ancora venire. Se tutto va bene, Berlusconi vincerà solo alla Camera dei Deputati, ma non al Senato. Se tutto va male, come sembrerebbe e non solo al sottoscritto, il PD si sta avviando alla vittoria finale e governerà i prossimi tre anni, con una larga maggioranza a Montecitorio e una maggioranza non larga ma comunque sufficiente al Senato, senza dover ricorrere ai voti dei Senatori a Vita e dei Senatori eletti nelle file dell’Estrema Sinistra. Non ci resta altro da fare, che aspettare 33 giorni ancora e poi, nel pomeriggio di lunedi 14 Aprile stando attaccati alla Tv e a Internet, scoprire cosa avrà deciso la maggioranza degli elettori italiani. Comunque vada a finire, siamo in democrazia e quindi ogni risultato che uscirà dalle urne, dovrà essere accettato per quello che è: la scelta sovrana del Popolo Italiano.