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Nella trasmissione televisiva Ottoemezzo di ieri sera, l’ospite era Sergio Romano. Ne è uscita una delle puntate più educative e interessanti degli ultimi mesi. Il merito non era certo dei conduttori, ma semmai dell’ospite. Romano ha parlato della Politica Estera italiana dell’ultimo decennio, di come anche in questa ennesima campagna elettorale sia completamente assente, del provincialismo e dilettantismo politico della nostra classe dirigente che non va oltre la punta del proprio naso. Ha parlato anche della Nato che così com’è non serve assolutamente a niente per l’Italia e l’Europa, ma bensì continua ad essere un giocattolo arruginito e noioso soltanto per gli americani; ha parlato della incomprensiva scelta dell’Europa di appoggiare l’indipendenza del Kosovo, continuando ad essere lo zerbino continentale degli Yankees; di come nella questione medio-orientale, è sbagliatissimo stare a senso unico dalla parte degli uni (israeliani) o dalla parte degli altri (palestinesi), ma piuttosto cercare di vedere le sfumature importanti che ci sono da rilevare e che non sono state rilevate ne con D’Alema e ne con Fini. Insomma, ha fatto le pulci e le contropulci a tutti dagli americani agli europei, dal Centro-Destra berlusconiano ai finti democratici liberal della Sinistra Italiana. Insomma, un vero conservatore liberale con la schiena dritta. Che di questi tempi, è un gran bel sentire.