
Anniversario della Liberazione – Via Sonnino – 10:04 AM
25 venerdì apr 2008
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Anniversario della Liberazione – Via Sonnino – 10:04 AM
24 giovedì apr 2008
Posted in III Repubblica, Politica Italiana, Storia
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I Governi liberali non esistono e per quanto mi riguarda, non sono mai esistiti. I governi devono difendere gli interessi dello Stato, i quali interessi chissà perché non vanno mai pari passo con gli interessi della gente. Quindi, i governi operano tendenzialmente per non dare maggior libertà al proprio popolo, in virtù del principio di tutela del buon padre di famiglia, e quindi di limitare loro “per il loro bene”, e dove possono fanno di tutto anche per limitare quella libertà e quei diritti che sono già acquisiti, o perlomeno così si reputa. I governi diventano liberali soltanto quando sono costretti dalla gente, quando l’indignazione, la rabbia, la sofferenza di un popolo e talmente evidente, che il governo non può fare a meno di attuare determinate scelte politiche ed economiche, che possano determinare un ridimensionamento di quella indignazione, rabbia e sofferenza che viene dalla società civile. E’ stato così sempre, e continuerà ad essere così anche in futuro. Nel dopoguerra il movimento politico, che si pose il problema di combattere questa storpiatura culturale tra i bisogni della gente e gli interessi dei governi, è stato il Partito Radicale, ovvero la costola del PLI che si staccò nel 1955 per intraprendere una propria strada: liberale, liberista e libertaria. Ma il partito dei radicali, sin dal suo esordio portò avanti dei lati incomprensibili, lati nei quali si accentuavano i caratteri di anticlericalismo (ancora oggi presenti), di antimilitarismo, di pacifismo, con iniziative a dir poco spettacolari. I lati positivi di questo movimento si allinearono con la nascita del movimento femminista e con la difesa dei diritti degli omosessuali. La vittoria referendaria sul Divorzio e sull’Aborto, rappresentarono il culmine del successo politico di quel determinato movimento libertario e fu proprio in quegli anni così movimentati che i Radicali misero piede per la prima volta in Parlamento (1976), ma proprio quell’entrare nell’arco costituzionale, è stato l’inizio del declino di quel movimento, declino lento e irreversibile. Questo perché se da una parte i Radicali perseguivano battagli lodevoli e condivisibili, come la guerra contro la partitocrazia, dall’altra non facevano che far parte di quel mostro politico che dicevano di voler abbattere; inoltre la presenza impetuosa e padronistica di alcuni leader nazionali, hanno ostacolato la nascita di nuovi e giovani leader, che si sono visti schiacciare da tale presenza e il movimento piano piano perdeva elementi che invece, avrebbero rinsaldato la causa liberale dei Radicali. Le intenzioni in origine erano buone, come buone furono quelle dei loro predecessori. Infatti, i Radicali non nascono nel 1955, ma nel 1880, quando dall’Estrema (la Sinistra mazziniana e garibaldina) si stacca per l’appunto il Partito Radicale, grazie all’illuminante azione di personaggi come Cavallotti, Bertani, Bissolati ed altri. Ma anche il primo partito radicale si perderà nei meandri delle istituzioni, dopo aver assaggiato il vero potere dello Stato, tralasciando quello che era il vero mandato di rappresentanza popolare e piano piano scomparire definitivamente dalla scena politica italiana. Stessa sorte ai radicali di oggi, che sono riusciti a piazzare 9 parlamentari grazie al buon cuore di Walter Veltroni. Ma nel Paese c’è un movimento che sta prendendo piede soprattutto nella società civile, ed è il movimento d’opinione che si rispecchia con l’azione civile e politica di Beppe Grillo, che grazie alla Rete e alla Blogosfera ha trovato il terreno più fertile per sollecitare la coscienza degli italiani, dinanzi a questo sfracelo che è davanti agli occhi di tutti. Beppe Grillo o il Grillismo rappresentano in tutto e per tutto il nuovo movimento radicale italiano, i nuovi liberali, liberisti e libertari. A differenza dei Radicali non hanno nessuna intenzione di trasformarsi in movimento politico, anche se hanno dato vita a delle Liste Civiche per le Politiche dello scorso 13 Aprile. Anch’essi propongono delle iniziative referendarie e legislative, anche loro con azioni spettacolari sollecitano l’opinione pubblica sui problemi importanti, in ogni fronte: politico, economico e civile. Sono loro che grazie a quel fenomenale V-Day, riescono a far parlare di loro e di noi tutti, visto che i problemi che portano in luce riguardano tutti quanti noi. Domani, giornata dell’Anniversario della Liberazione, ci sarà il secondo V-Day, in tutte le maggiori città italiane. Ci sarà anche a Cagliari e io andrò a vederli dopo aver partecipato alla manifestazione del 25 Aprile.
23 mercoledì apr 2008
Posted in Internazionale, U.S.A., White House 2008
Hillary Clinton ha sconfitto Obama nelle Primarie della Pennsylvania. Nella giornata di ieri, l’ex First Lady ha conseguito il 55% dei consensi elettorali, pari a 1.259.296 voti, contro il 45% di Barack Obama. La Clinton si aggiudica così 81 Delegati, lasciando i restanti 70 al Senatore dell’Illinois. La Clinton è così riuscita a ribaltare una situazione che stava diventando imbarazzante per lei e per il suo staff, visto che è anche a corto di finanziamenti. Ma la vittoria di Clinton ha per certi versi rinvigorito una parte del partito democratico, al punto che una buona fetta di Superdelegati che avevano dato la loro disponibilità verso Obama, stanno faccendo marcia indietro e sono seriamente interessati a passare dalla parte della Clinton, ed è molto probabile che ci sarà anche un nuovo input finanziario nelle casse della Clinton per il proseguo delle Primarie. Dall’altra parte, il candidato McCain del partito repubblicano, più passa il tempo e più riesce a guadagnare terreno in prospettiva elezioni di novembre. Questo è un dato importante e preoccupante per i democratici, che vogliono chiudere questo tira e molla tra la Clinton e Obama il 6 maggio prossimo, quando i due candidati democratici si dovranno sfidare in due Stati: North Carolina e Indiana. In questi due Stati ci saranno in palio 219 Delegati e si spera che esca un vincitore in modo netto e che l’altro decida di adeguarsi di conseguenza, per il bene del partito e iniziare la corsa così, per recuperare il gap che c’è tra i democratici e il candidato repubblicano.
22 martedì apr 2008
Posted in Economia e Finanza, Politica Interna
In questo Blog è già stata ribadita più di una volta l’opinione che si ha di Romano Prodi. L’ultimo dei burocrati dirigisti, figlio di una classe dirigente che non ha mai capito nulla di Economia, quella vera, quella che funziona, quella che crea ricchezza, che crea occupazione e crescita. Sappiamo bene tutti quali sono stati i danni creati dal Professore Prodi durante la sua presidenza nell’Iri; ciò che ha generato nelle finte liberalizzazioni e privatizzazioni, portando l’Italia da una fase monopolistica ad una fase oligopolistica, dalle Telecomunicazioni ai Trasporti, dalle Infrastrutture alla Petrolchimica. Come possiamo dimenticare il caso Telekom-Serbia e via via tutti gli altri. Siamo all’epilogo dell’incompetenza economica e dell’incapacità politica di un uomo, di una parte politica, di un’intera classe dirigente. La colpa la faranno ricadere sul prossimo Governo, su Silvio Berlusconi, che in questo caso non c’entra proprio nulla, ma colpa degl’uni o degl’altri, le vere vittime saremo noi italiani, noi contribuenti, perché per salvare un’azienda che meriterebbe soltanto di fallire e di scomparire per sempre dalla faccia della terra, saremmo noi a pagare e pagheremo questo salvataggio a caro prezzo. La realtà delle cose, ci spinge a ritenere che con questa penosa azione del governo italiano, non si farà altro che allungare l’agonia della compagnia aerea italiana. Una società fuori dal mercato da anni, che fa debiti da tutte le parti e il giorno che chiuderà i battenti, sarà un bel giorno, almeno per il sottoscritto.
21 lunedì apr 2008
Posted in Economia e Finanza, III Repubblica, Politica Italiana
L’Italia è andata a destra. L’Italia popolare, quella operaia, persino la Confindustria con le ultime performance congressuali di Montezemolo e del nuovo presidente in gonnella ha deciso di voltare a destra. L’economia si avvia verso destra e molto probabilmente anche il mondo bancario e quello finanziario. Parlo di destra, perché parlare di Centro-Destra dopo l’exploit della Lega Nord, è anacronistico e anche un pò stupido. Questo lo hanno capito in molti, anche i peggiori detrattori di Berlusconi che in questi anni gliene hanno detto di tutti i colori. Anche Eugenio Scalfari, il più acido di tutti, questa volta si è limitato a dire che Berlusconi è inadatto a governare. Tutti hanno capito qual’è il nuovo vento che soffia in Italia, tranne il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che è stato zittito da Giulio Tremonti, il quale ha mandato a dire che la ricetta di Bankitalia per scavalcare la crisi economica italiana, è pari a dare un’aspirina ad un malato grave. Forse è meglio che Mario Draghi riveda il suo incarico in Bankitalia, oppure si adegui come uno dei tanti zerbini che stanno spuntando da ogni dove, verso la nuova maggioranza politica di questo Paese.