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La nascita del nuovo governo e il ritorno di un politico come Calderoli nella scena governativa, che anni fa aveva fomentato la rabbia dei libici per quel gesto idiota nel mostrare una T-shirt che raffigurava una delle vignette oltraggiose nei confronti del profeta Maometto, ha innescato l’ennesimo scontro alla distanza tra Tripoli e Roma. L’opinione in questo Blog a riguardo della questione libica è sempre la stessa; non è cambiata di una virgola. La Libia è in assoluto il Paese che più di altri minaccia la nostra sicurezza nazionale (soltanto nel 2007, sono arrivate dalle coste libiche oltre 1.700 profughi). E’ il Paese che più di altri, porta dentro di se un odio e disprezzo verso noi italiani, ingiustificato e soprattutto che non è riscontrabile in nessun altro Paese (ex colonia dell’Italia). Nè in Eritrea, in Etiopia e tantomeno in Somalia, abbiamo delle corrispondenze tali. Così come nei Paesi appena citati, non vi è alcuna legge o manifestazione che possa essere lontanamente paragonata a quella libica che si celebra nel mese di Ottobre. Altresì, la Libia è l’unica delle ex colonie italiane, che è retta da una dittatura. Questo Blog continua a sostenere che con la Libia non ci debba essere altro rapporto se non quello di natura commerciale e che questa situazione complessiva, non possa essere risolta se non con la forza e quindi con l’intervento militare, che demolisca il regime dittaroriale, che introduca i passi necessari per avviare la nascita di una democrazia compiuta e che la nascente democrazia libica, riservi all’Italia una via preferenziale per quanto riguarda gli accordi commerciali ed economici riguardanti il mercato del petrolio e del gas naturale (quello che i francesi alle proprie ex colonie hanno sempre imposto con il termine di “affilation”).

Link: La Questione Libica