Laicismo, in senso generale, è l’insieme di atteggiamenti, convinzioni e princìpi, attraverso i quali si rivendicano l’integrale autonomia e autosufficienza della ragione e delle attività umane, e con ciò l’esigenza che l’elaborazione razionale e l’operato dell’uomo si svolgano secondo canoni propri, senza ricorrere a riferimenti di carattere trascendentale e a regole imposte all’esterno. Una prima elaborazione del princìpio del laicismo dobbiamo farla risalire al Pontefice Gelasio I, il quale formulò nel Secolo V la teoria delle “due spade”, che postulava la presenza nella storia di due grandi poteri (quello politico e quello religioso) entrambi derivanti da Dio, ma autonomi l’uno dall’altro. A partire dal Secolo XIII il richiamo all’autonomia delle due sfere si concretizzò sempre più spesso nella difesa del potere politico dall’ingerenza della Chiesa, ma è soprattutto in seguito alla rottura dell’unità religiosa dell’Europa dopo la Riforma protestante, e più tardi alle riflessioni che si svilupparono con l’Illuminismo, che tale impostazione venne portata alle estreme conseguenze. Il diffondersi delle nuove dottrine politiche, dal Liberalismo al Socialismo, la convinzione sempre più diffusa che la libertà di coscienza male si armonizzasse con le gerarchie religiose (soprattutto in presenza di un atteggiamento della Chiesa arroccato su posizioni di difesa e di condanna), e la rivendicazione dell’autonomia della ricerca filosofica e scientifica, con il rifiuto di una conoscenza puramente dogmatica, condussero al ridimensionamento delle sfere d’influenza della religione nel panorama europeo. D’altra parte, il laicismo non inteso unicamente come emancipazione dal religioso: la separazione non si esaurì nel conflitto, permise di garantire l’autonomia delle Chiese proteggendole dalle strumentalizzazioni politiche, e portò a riscoprire le radici più autentiche e la funzione critica del messaggio religioso stesso. L’Italia conobbe l’avvento di un vero Stato Laico soltanto dopo il travaglio risorgimentale che portò alla nascita della Stato Unitario, pur senza la risoluzione della Questione Romana, visto che la capitale era ancora sotto il dominio pontificio. Il 20 Settembre 1870 con l’assalto di Porta Pia da parte dell’Esercito Italiano, viene colmata definitivamente la Questione Romana tra lo Stato Italiano e lo Stato Pontificio, anche se da parte di quest’ultimo non ci fu mai il riconoscimento formale della Città di Roma come capitale del Regno d’Italia. Ciò nonostante, pur con la religione cattolica in prevalenza sulle altre religioni nella società italiana, ci fu sempre una netta distinzione tra le ragioni politiche dello Stato Italiano e le ragioni spirituali dello Stato Pontificio. Le prime non entravano mai in contrapposizione con le seconde e queste ultime, non interferivano mai con le prime. I problemi iniziarono con l’avvento della dittatura fascista, la quale diede corpo ad un accordo con la Chiesa Cattolica, come arma formidabile nell’organizzazione del consenso verso la popolazione italiana. I Patti Lateranensi non furono altro che il punto d’approdo di diverse concessioni fatte da Mussolini a Papa Pio XI, che ascese al soglio pontificio nel 1922: la liquidazione del PPI, la Riforma Gentile, il salvataggio del Banco di Roma, il riconoscimento dell’Università Cattolica di Milano, non furono altro che i punti essenziali che il regime fascista concesse alla Chiesa, per tenersela buona e fedele sostenitrice della sua azione politica. Come dissero molti storici in seguito: “Mussolini vendete la laicità dello Stato Italiano, per un piatto di fagioli”. I Patti Lateranensi sancirono la fine della Questione Romana e la fine dello Stato Laico. Oltre al trattato in cui i contraenti si riconoscevano diplomaticamente (nasceva ufficialmente lo Stato della Città del Vaticano) e ad un indennizzo finanziario di 750 Milioni i Lire per compensare le perdite territoriali subite, il Concordato ebbe un enorme rilievo politico: fu cancellata dal calendario civile la festa del 20 Settembre e fu introdotta quella dell’11 Febbraio, giorno della firma dei Patti Lateranensi, che ancora oggi vengono ricordati in pompa magna da entrambi le parti (Governo Italiano e Vaticano).
(*): Position Paper “XX Settembre – Un giorno da riscoprire” per istituire il Comitato per la reintroduzione nel calendario civile nazionale della Festa del 20 Settembre.