La stragrande maggioranza dei cognomi esistenti può essere ricondotta ad una delle seguenti categorie:
Professione. Sono i cognomi che distinguono una persona o una famiglia specificandone il mestiere o la professione. Nei tempi che furono, chi, di mestiere, faceva il muratore, il cuoco, il mugnaio o il sarto venne chiamato, rispettivamente, Muratore, Cuoco, Mugnaio o Sarto. Ogni villaggio si trovò così ad avere i suoi Fabbri e i suoi Sarti, e non è detto che quelli di un determinato villaggio fossero necessariamente parenti di quelli del villaggio vicino. A questo proposito, è curioso notare che, in Italia, i cognomi derivanti dall’antico mestiere di fabbro sono quattro: Ferraro (con le rispettive varianti grafico-morfologiche Ferrari, Ferraris, Ferrero, etc…), Fabbro (o Fabbri), Magnani e Forgione. Il diffusissimo cognome Molinari viene invece dal mestiere de mugnaio.
Toponimi. Sono i cognomi derivanti da nomi di luogo, originariamente nati per specificare la provenienza, l’origine o la residenza della famiglia. Il Giovanni che abitava in collina divenne per tutti Giovanni Del Monte; quello che viveva nei pressi del fiume, Giovanni Fiume. Sono molti i cognomi che derivano da toponimi. In questa categoria rientrano tutti quelli che terminano, ad esempio, con il suffisso -monti (Rigamonti), -boschi (Tagliaboschi) o -acqua (Passalacqua). Altri esempi, di etimo evidente, possono essere Greco, Napolitano, Tedesco, Dalla Chiesa, La Rocca.
Patronimici. Sono i cognomi formati dal nome del padre, preceduto solitamente dalla preposizione “di”, nel significato di “figlio di”. Esempi particolarmente diffusi in Italia sono De Luca, D’Angelo, De Santis, Di Stefano, De Angelis, D’Amico, De Martino, D’Addario. I patronimici inglesi si riconoscono dal suffisso -son (figlio), come ad esempio, Williamson, Jackson, etc… . I suffissi che significano “figlio” negli altri Paesi sono: -ian in armeno, -sen in danese e norvegese, -nen in finlandese, -poulos in greco, -ez in spagnolo e -wiecz in polacco. Il termine figlio si può ritrovare nei cognomi anche come prefisso. I prefissi che significano “figlio” nelle varie lingue sono i seguenti: Ap in gallese, Mac in scozzese e irlandese e Fitz in normanno. Così ad esempio, Jean figlio di Randolph è diventato Jean Fitz-Randolph.
Soprannomi. Sono i cognomi derivanti da soprannomi atti ad esprimere determinate caratteristiche (somatiche, intellettuali o di altro tipo) peculiari di una persona, spesso in funzione ironica, satirica o spregiativa (Biondi, Guerci, Zoppi, Allegra, Onesti). Per analogia, spesso si attribuirono direttamente alle persone i nomi di animali noti per la caratteristica in questione: Volpe ad una persona particolarmente scaltra; Pesce ad un buon nuotatore; Colomba ad una persona molto tranquilla e pacifica.
Nomen omen. Il nome è un presagio (Plauto)
Secondo il parere di molti storici, i primi cognomi divenuti ereditari sono quelli derivanti dai toponimi. Tuttavia, anche i cognomi derivanti da soprannomi o da tratti somatici vantano origini molto antiche. Quelli derivanti da mestieri o di origine patronimica, invece, sono stati gli ultimi ad assumere la caratteristica dell’ereditarietà.