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Lo Stato d’Israele è nato lo stesso anno della nostra Repubblica: nel 1948. Israele a contrario dell’Italia, non può vantare la stessa geografia, un potenziale demografico pari al nostro, una tradizione industriale ed economica come quella italiana, tanto meno una storia ed un patrimonio culturale pari al nostro. Nonostante tutto questo, è stato capace in questi sessant’anni di vita, di reggersi su un sistema democratico filo-occidentale, che nemmeno noi siamo stati in grado di autofornirci. Eppure, Israele sin dalla sua nascita ha dovuto sopportare problemi certamente più complessi di noi: convivere con il problema dei vicini palestinesi; convivere all’interno di un’area territoriale, che è sempre stata a lei ostile. Ma al di là di tutte queste differenze, piuttosto vistose e marcate tra noi e il popolo israeliano, qualcosa che lega loro a noi c’è. I cosidetti “padri della patria” ebraica, con David Ben Gurion in testa, quando dagli anni Quaranta portavano avanti la loro tenacia e determinazione di creare un loro Stato, sovrano e indipendente, avevano nell’animo un riferimento, e questo riferimento era il Risorgimento Italiano. Una delle figure a cui erano più legati, era quella di Giuseppe Mazzini e del suo principale lavoro letterario “I Doveri dell’Uomo”. Si può senza dubbio dire, che quella passione segreta dei patrioti israeliani, li portarono al risultato “l’allievo supera il maestro”. Perchè certamente, Israele fu capace di costruire delle fondamenta molto più solide per la loro democrazia, di quanto noi italiani non abbiamo fatto con la nostra. In questi ultimi giorni, c’è stato l’ennesimo ed evidente sintomo di quanto nella sua piccolezza, Israele sia una grande democrazia occidentale: le elezioni primarie per la scelta del nuovo leader politico del partito di governo Kadima. Un partito di soli tre anni di vita, fondato dall’allora Primo Ministro Ariel Sharon, da Ehud Olmert che è stato fino a poche settimane fa Primo Ministro del 31° governo israeliano e della vincitrice delle suddette primarie: Tzipi Livni. La seconda donna nella storia d’Israele (la prima fu Golda Meir) a diventare Primo Ministro. In Italia, in sessant’anni di Repubblica, non c’è stata una sola donna ad arrivare così in alto; ci consoliamo con due donne che sono diventate Presidente della Camera dei Deputati (Nilde Jotti e Irene Pivetti).