Un ragazzo di colore ammazzato a colpi di spranga per non aver pagato dei biscotti. Un altro preso a botte a Parma ed etichettato come Negro. Una donna somala offesa e umiliata all’aeroporto di Fiumicino. Ma al Viminale (e al Campidoglio) dicono che non c’è alcuna emergenza razzismo, che i fatti accaduti non sono inquadrabili come reati a sfondo razzista.
L’Italia non è razzista, gli italiani sì.
06 lunedì ott 2008
Posted in Diritti Civili, III Repubblica, Politica Interna
Gli episodi di intolleranza, di violenza, di sopraffazione accaduti recentemente nel nostro paese, ci devono portare a una riflessione approfondita;
Si tratta di una discriminazione generata da “un’eclissi” dei valori umani e liberali, o la piaga del razzismo non è mai tramontata e noi ci siamo trincerati dietro un falso “non sono razzista”? Le notizie che quotidianamente ci pervengono da tg e giornali, sono a dir poco sconcertanti; episodi di intolleranza, violenza sopraffazioni, per ultima la notizia di oggi: “un professore è stato preso a schiaffi da un alunno che lui poco prima aveva invitato a comportarsi bene e a chiedere il permesso prima di uscire dall’aula”. L’ alunno è stato allontanato dalla scuola, si è preso un denuncia per lesioni da parte del professore e, tutto finisce lì. La settimana prossima ci sarà una notizia simile e….tutti stanchi di sentirle sempre cadremmo nell’ indifferenza. Sembra, ormai, che queste notizie non ci appartengono, siano lontane mille miglia da noi, mentre a ben vedere ci capita di vederne anche “sotto casa”. E’ altrettanto facile credere che questa sorta d’indifferenza non sia nient’altro che una forma di autodifesa messa in atto nei confronti di una realtà fatta di negatività. Io credo che questa sia una “difesa” da censurare, con ferma convinzione. L’ isolamento non fa parte dell’ essere umano, l’ uomo non ha mai vissuto da solo, ha sempre fatto gruppo fin dai tempi della preistoria, se ciò accadesse sarebbe un guaio…..per tale motivo dobbiamo rientrare nella “comunità” per cambiarla, per risolvere i problemi che la stanno affliggendo. Stare a guardare,non lasciarsi coinvolgere, significherebbe assumere un atteggiamento si autolesionismo e questo non può essere accettato perché significherebbe la negazione dell’individuo e quindi della società stessa. Ebbene sì, dobbiamo contrastare chi per esempio parla di eclissi dei valori umani e liberali e, far vedere che questo è solo un aspetto parziale conseguenza di uno stato di cose che non deve sembrarci irrimediabile. Non dobbiamo neanche nasconderci dietro particolari negatività della vita sociale, quali: disoccupazione,problema della casa, servizi, corruzione, vuoto politico; sono certamente problemi sociali che non vanno sottovalutati, ma, è anche vero che dobbiamo reagire all’incertezza, alla difficoltà di creder negli altri etc.
Certo, serve di piu’ che i soli ideali, per sconfiggere l’ incertezza e problemi così gravi, ma iniziando con l’ impedire la violenza e l’ intolleranza avremmo già fatto un passo avanti. Si dice che siano gravi i problemi derivati dalla sempre piu’ crescente presenza di extracomunitari nel nostro paese, ma a me pare che questi siano diventati il capro espiatorio dello scontento popolare che ormai vige nel nostro paese…eppure noi italiani siamo popolo di emigranti! Questi poveri diavoli fuggono dalla fame dei loro paesi e vengono a trovare la miseria in una nazione ex ricca. Ma sono lontani dalle loro famiglie, dai loro affetti, sono (pochi) tollerati finchè non li vediamo fare per esempio dei lavori che (inutile negarlo) i nostri giovani non farebbero neanche messi nelle condizioni contrattuali di legge. Certo, è una situazione brutta che alimenta anche facili rancori, folli odi, (che la stampa contribuisce ad aumentare facendo, a volte dei servizi accuratamente preparati) che poi scaturiscono in episodi di inaudita violenza…
Allora, è possibile che dobbiamo accettare tutto questo?
No, non dobbiamo accettare tutto questo. Dobbiamo ribellarci, noi singoli cittadini. Dobbiamo reagire con fermezza e forza d’animo. Un importante pensatore liberale, disse una volta che non esistono governi liberali, che i governi diventano liberali solo quando sono costretti dal proprio popolo. Finché noi italiani non faremo sentire la nostra voce con forza, i governi italiani o il parlamento non agiranno mai secondo principi liberali, per garantire i diritti civili di tutti e determinare che gli individui sono tutti uguali, anche se con il colore della pelle diversa, anche se appartenenti a religioni diverse, anche se hanno opinioni politiche diverse. Gli uomini e le donne nascono liberi, e tale libertà non può essere sindacata da nessuna legge e da nessun colore politico. Altrimenti non sono diritti inviolabili e universali, come invece vengono definiti dall’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite.