Una vergogna annunciata: Francesca Mambro è libera.

Francesca Mambro (classe 1959) terrorista di Estrema Destra e moglie di Valerio Fioravanti è tornata in libertà. La Mambro iniziò la sua carriera criminale nel 1979 quando, alla vigilia della Festa della Donna, insieme ad altre terroriste piazzò una bomba davanti alla sede di un’associazione femminista di Roma, nel quartiere Prati. Da quel giorno iniziò in qualità di membro dell’organizzazione terroristica N.A.R. . Francesca Mambro fu riconosciuta colpevole dell’uccisione  di ben 95 persone, tra le quali le 85 vittime della strage di Bologna alla stazione centrale. Ma vanno ricordate due vittime eccellenti: l’Appuntato di Polizia Francesco Evangelista (sopranominato “Serpico”) il 28 Maggio 1980 quando la Mambro partecipo all’attentato compiuto  davanti al Liceo romano Giulio Cesare, e l’assassinio del Sostituto Procuratore Mario Amato, 42 anni, sotto la propria casa. In occasione di questo secondo crimine, riporto il testo completo della rivendicazione dei NAR, comunicato ad un giornale:

Oggi 23 Giugno 1980 alle ore 08:05, abbiamo eseguito la sentenza di morte emanata contro il Sostituto Procuratore Mario Amato, per le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha concluso la sua squallida esistenza imbottito di piombo. Altri, ancora , pagheranno.

Mario Adinolfi parla di vergogna. Ma la vera vergogna non sta tanto nel fatto che Francesca Mambro sia un cittadino italiano libero, a 5 anni dalla fine della sua detenzione. No, la vera vergogna è quella di vivere in un Paese che si dice democratico e giusto, dove una terrorista condannata a 9 ergastoli, 84 anni e 8 mesi, si veda scontare la pena complessiva a 36 anni di reclusione, di cui 10 in semilibertà e gli ultimi cinque in libertà.