Nemmeno di fronte alla decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inamissibile il conflitto di poteri sollevato dalle Camere nei confronti della Magistratura sul caso Englaro, il Senatore Quagliarello, vice capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, riesce a recuperare una concezione liberale dei rapporti tra il cittadino e la legge. Per lui la Corte Costituzionale sarebbe pilatesca perché non impedisce alla Magistratura di giudicare ogni specifico caso nel quadro delle leggi esistenti: dovrebbe poter giudicare solo sui casi espressamente regolati dalle leggi. Questo è il principio dello Stato etico non dello Stato liberale. Nello Stato liberale la Magistratura può sentenziare legittimamente alla luce dei valori e dell’organizzazione generale del sistema costituzionale anche in mancanza di leggi espressamente regolatrici della materia specifica. Con questo istruttivo precedente, anche quando i parlamentari esamineranno la legge sul testamento biologico, dovrebbero tener presente i principi di una concezione liberale della convivenza. All’individuo cittadino occorre lasciare la possibilità di autodeterminarsi e di dare le direttive anticipate ai medici per il caso di gravi danni che impedirebbero di esprimere al momento la propria volontà sui trattamenti di sostegno estremi. Insomma, l’autodeterminazione deve valere sempre, a meno che un imprevedibile progresso scientifico abbia nel frattempo mutato i termini del problema. Invece vi sono troppi politici che, volendo contentare una certa gerarchia, vorrebbero una legge sul testamento biologico che affidi al medico un ruolo centrale di vaglio e di decisione, al di là della volontà dell’interessato, dando all’esecutore testamentario la possibilità di agire come gli pare e non secondo le volontà del testatore. E’indispensabile applicare sempre il principio costituzionale della libertà del cittadino. Chi non vuol farlo non è liberale e deve essere avversato senza tregua dai liberali”
Raffaello Morelli, Presidente della Federazione dei Liberali