Ritengo che sia vergognoso, oltre che di cattivo gusto, la volontà del governo italiano di preparare dei veri festeggiamenti per i 90 anni dell’anniversario della vittoria italiana nel primo conflitto mondiale. Il 4 Novembre, infatti, non è solo la festa delle Forze Armate italiane, ma per l’appunto, la data che ricorda la fine delle ostilità tra l’Italia e l’allora Impero Austro-Ungarico. Per qualche storico sprovveduto, fu definita anche come la IV Guerra d’Indipendenza, per darle una certa legittimità politica e storica. In realtà, fu una guerra voluta dal governo italiano di allora e dai vertici militari. Fu una guerra non voluta dalla maggioranza del parlamento, ma soprattutto dal popolo italiano. Fu una guerra tragica, che portò al nostro Paese molti morti, molti invalidi e mutilati, ma soprattutto dei problemi politici ed economici che poi sfocciarono nel nazionalismo più becero che generò tutta una serie di malcontenti e di problemi sociali, che trovarono la loro naturale dimora nel partito fascista. In occasione di questi 90 anni da quell’evento, sarebbe stato bello ricordarlo nel modo più giusto possibile: aprendo le porte delle caserme, delle basi aeree e navali, e permettere agli italiani di visitare i luoghi dove i nostri militari lavorano e si preoccupano di assicurarci in ogni momento la nostra libertà e quella della nostra nazione. Sarebbe stato bello, ricordare senza la solita retorica da quattro soldi, i nostri martiri che riposano nei sacrari principali del Paese, a partire da quello di Redipuglia e Asiago. Sarebbe stato bello, ricordare anche tutti i dispersi della grande guerra, cercando finalmente di rendere pubblici gli archivi militari, per poter sapere finalmente che fine hanno fatto i nostri cari, che vedemmo partire per la guerra, ma non abbiamo mai potuto sapere dove sono caduti e per quali motivi; cose che ci sono state negate sempre dalle autorità militari, negandoci anche il bisogno di andare a portare i fiori e piangere in nostri morti davanti ad una tomba che non abbiamo mai avuto. Sarebbe stato bello, usare tale anniversario per riabilitare la memoria di tutti quei soldati italiani, che partirono per la guerra loro malgrado, e che furono condannati a morte per essersi feriti apposta per avere la scusa di lasciare il fronte e tornare finalmente a casa. Ne furono condannati 11.000 circa, anche le la pena capitale per fucilazione o impiccaggione fu applicata a 7.000 condannati. Non sappiamo i loro nomi, non sappiamo da dove venivano, sappiamo solo che pagarono un prezzo troppo alto per quello che avevano fatto, anche perché la maggior parte di loro erano molto giovani, provenivano dai ceti più bassi e quindi non avevano potuto conseguire una certa istruzione ed erano soprattutto impauriti per colpa di una guerra che non capivano e che non volevano combattere. Sarebbe giusto che alla loro memoria venisse assegnata la medaglia d’oro al valore civile, perché se dal punto di vista del codice militare di guerra la loro azione va letta come indegna e antipatriotica, va premiato invece il lato umano, il lato civile di un gesto che non può essere condannato in alcun modo dal punto di vista morale. Invece, il governo italiano, il ministero della difesa, hanno pensato di spendere 6 Milioni di Euro per una propaganda squallida, in occasione di tale ricorrenza; Generali che andranno nelle scuole italiane a raccontare la Grande Guerra (e chissà come la racconteranno); concerti, manifestazioni, spot pubblicitari per esaltare un avvenimento che si dovrebbe ricordare ogni anno, ma in modo sommesso e non trasformare il tutto in una pagliacciata nazionalista, alla quale noi tutti potremmo fare tranquillamente a meno, e che non credo che gli stessi militari apprezzeranno più di noi.
Un giorno da ricordare, ma senza festeggiamenti.
20 lunedì ott 2008
Posted in Politica Italiana, Storia