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Non si parla altro che della crisi economica. Ne parla il governo, ne parla l’opposizione e le parti sociali, passando per i mezzi d’informazione e persino l’Ocse, ci si mette a dire la sua sulla condizione critica dell’Italia. Si parla di recessione, dal mondo politico agli industriali. Io aggiungo: magari arrivasse un periodo recessivo, dietro l’angolo invece si nasconde un mostro ancora peggiore, più oscuro e subdolo: la deflazione. Se dovesse arrivare un ciclo deflativo allora si che siamo messi male, più di qualsiasi altro Paese europeo e occidentale. La recessione è una fase negativa del ciclo economico, conseguente ad una crisi dichiarata. Ci si accorge del periodo recessivo da diversi fattori, due su tutti: crollo dei prezzi ed aumento della disoccupazione. Quindi il periodo recessivo possiamo definirlo come uno dei tanti eventi naturali del ciclo economico. Infatti, il ciclo economico si contraddistingue in fase alterne da periodi di espansione a periodi di depressione. Tali fasi si manifestano in relazione dell’andamento del PIL (Prodotto Interno Lordo). I mutamenti del PIL sono accompagnati da molte variabili economiche, come l’occupazione, i consumi, gli investimenti, le scorte, la quantità di moneta, i tassi d’interesse, i prezzi, i salari. Quindi ogni volta che affrontiamo una fase recessiva si deve cercare di andare a colpire su parte (non necessariamente tutte) di queste variabili e permettere così di uscire da una fase depressiva economica e ritornare ad una fase espansiva (boom economico). La deflazione, invece, non è altro che la contrazione dell’attività economica, oppure dell’evidente rallentamento del tasso di crescita, del reddito nazionale, della produzione e delle importazioni, generalmente accompagnata da una riduzione degli investimenti. Quindi, contrariamente dalla recessione, la deflazione arriva per colpa di una manovra di politica economica non adeguata, in risposta alla fase depressiva in atto. Comunemente si pensa alla deflazione come all’opposto dell’inflazione, ma in realtà ciò non è vero; infatti, la deflazione ha per oggetto la produzione e i redditi, mentre l’inflazione riguarda soltanto la variazione dei prezzi. Perchè mai si dovrebbe desiderare una fase recessiva ed aver paura, invece, di una fase deflattiva? Perchè in questo momento in Italia, c’è un’evidente rigurgito statalista e illiberale, e questo significa che con una simile cultura polica economica e finanziaria, si è più propensi a scavalcare una fase di recessione, ma non quella deflativa. Infatti, se dovesse arrivare una fase deflativa, non avendo tra l’altro una piena autonomia nelle scelte finanziarie e monetarie, perché sotto la responsabilità dell’Unione Europea, l’Italia potrebbe cadere in una situazione non molto lontana da quella argentina, con la differenza che per uscirne, ci metterà molto più tempo di quanto ci ha messo l’Argentina e soprattutto non potrà uscirne da sola.