No grazie, io sto con gli americani (quelli veri).


Ieri, quarto giovedì di novembre, negli Stati Uniti si è festeggiato il Thanksgiving Day (giorno del Ringraziamento). Si tratta di una festa religiosa (cristiana) introdotta nel 1623 dalle prime comunità europee arrivate in America, che dopo aver passato i primi anni (soprattutto gli inverni) in condizioni pessime, senza cibo, abitando in ripari di fortuna, attorno ad un territorio sconosciuto e inospitale, finalmente poterono vedere un pò di ottimismo, raccogliere i primi frutti delle loro coltivazioni, e visto che i capo comunità (Padri Pellegrini) avevano una mansione anche religiosa, decisero di dedicare un giorno dell’anno da dedicare al Signore e in questo giorno condividerlo anche con le poche centinaia di indigeni che abitavano nei territori limitrofi. Erano passati soltanto 3 (1620) anni dalla prima ondata pioneristica con le prime centinaia di europei, che arrivarono nelle coste americane con la famosa nave “Mayflower”. Ma dietro questa festa piena di retorica nazionalistica da parte statunitense, si nasconde una verità oramai conosciuta a tutti e che pesa su quella che è stata la costituzione della società americana: a parte la letteratura e i dipinti dell’epoca che hanno immortalato i padri pellegrini con le lore donne e i loro figli che gustano un tacchino arrosto insieme a dei pellerossa seduti per terra, tutto quello che è America, lo è stato sterminando un intero popolo, il vero popolo americano, disaccrando le loro terre e relegandoli in campi che chiamano riserve, fuori dalla civiltà anglosassone. Chissà, quanti americani ieri mentre gustavano il loro caro tacchino farcito, le loro torte di mele e gustando un bicchiere di sidro, chissà se qualcuno di loro li è venuto in mente di cosa stavano facendo in quel preciso momento i pellerossa, i loro discendenti, che continuano ad essere trattati come una razza inferiore. Chissà, se ora che l’America ha voluto mandare alla Casa Bianca un afro-americano, dal prossimo Thanksgiving Day, non ci sarà una risposta nuova, magari vedere il primo presidente americano nero che in occasione di questa ricorrenza, decide di  invitare i massimi capi tribù dei pellerossa proprio alla Casa Bianca, per condividere con loro quel giorno e poi recarsi al Congresso e risolvere definitivamente l’antica diatriba tra indigeni e il popolo americano. 

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