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L’essere umano durante i primi stadi dell’evoluzione fetale, sviluppa la natura femminile e soltanto nelle fasi successive, cambia e determina il sesso maschile o il sesso femminile. Tale situazione, possiamo considerarla un pò come avviene nel mondo animale, soprattutto in alcune specie di rettili, dove l’uovo fecondato se c’è una determinata temperatura da alla vita l’animale di sesso femminile, altrimenti se la temperatura è più alta, dall’uovo nasce l’animale con sesso maschile. Tanto è vero, che nel famoso dibattito sulla estinzione dei dinosauri, c’è chi ancora oggi sostiene che una improvvisa età glaciale, abbia deteminato l’estinzione dei maschi, e gli animali femmine hanno così iniziato la loro lenta e definitiva estinzione. Ma ritornando a noi umani, sappiamo con certezza che nasciamo con due caratteri: uno maschile ed uno femminile; nella maggioranza dei casi, gli individui maschi sviluppo maggiormente il carattere maschile, così come le donne sviluppano maggiormente quella femminile; ma succede, in percentuali minime, che certi maschi nascono sviluppando maggiormente il carattere femminile, così come donne che sviluppano maggiormente il carattere maschile. Se questa caratteristica si ferma soltanto ad una natura caratteriale e psicologica, siamo di fronte alla nascita dell’omosessualità, se invece questa situazione si allarga anche nei termini chimici o biologici, allora siamo di fronte alla nascita del “transgenismo”, ovvero all’eventualità che gli individui decidano di modificare dal punto di vista organico e fisico il loro genere sessuale originario, tramite degli interventi chirurgici, dando vita così ad un terzo genere sessuale: il Transgen. A confutare questa natura, e in quanto tale non può essere considerata un “pervertimento sessuale” come un tempo veniva classificata l’omosessualità, relegandola nei manuali di psichiatria, alla pari dell’Esibizionismo, del Feticismo e della Masturbazione o Onanismo, e la stessa omosessualità riclassificandola in sottogeneri, come il travestismo, il sadismo, il masochismo, la pedofilia, la sodomia (accoppiamento con gli animali) e l’incesto, ci penserà H. W. Maier alla Riunione della Società Svizzera di Psichiatria del 1939, che portò i dati di uno studio fatto da un medico italiano, il quale decise di sottoministrare per un certo periodo a dei suoi pazienti maschi, eterosessuali, sposati con figli, un farmaco paratiroideo denominato AT10, grazie al quale i due pazienti incominciarono a sviluppare non solo un forte aumento erotico, ma soprattutto svilupparono una evidente tendenza omosessuale, cioè una attenzione emotiva e fisica verso persone dello stesso sesso. Questo dimostrò, già in quegli anni, che l’omosessualità è un carattere naturale latente nell’essere umano, e in quanto tale, non può essere assolutamente preso nel caso da carattere latente divente carattere dominante, come una discriminante nell’individuo che ne è soggetto, ai fini dei propri diritti civili. Diritti civili che non devono escludere in alcun modo, quelle libertà che sono oramai ampiamente riconosciute, agli individui eterosessuali. Ed è per questo, che non si dovrebbe nemmeno fare una distinzione tra eterosessuali e omosessuali, in quanto sono eguali tra loro in tutto e per tutto.