La scena squallida e penosa che si sta verificando nella politica italiana, è qualcosa di allucinante. Il caso napoletano è il fenomeno da baraccone principale. Una città straordinaria, con un passato straordinario, che si ritrova da anni amministrato in un modo osceno. Un sindaco (donna) che non è stato capace di amministrare la città partenopea neanche in modo mediocre, ma pessimo. In qualunque altro posto (italiano o non), quel sindaco si sarebbe già dimesso e quella città sarebbe stata commissariata per poi essere accompagnata a nuove elezioni. Una città trasformata in un letamaio a cielo aperto, con un’amministrazione comunale composta da persone (assessori) che non hanno avuto alcun ritegno nel sostenere il loro potere e la loro avidità personale e politica. Eppure, nonostante questa realtà imbarazzante, il sindaco (donna) ritiene non di dimettersi, ma che è tempo di riflettere. Barricati tutti quanti dietro le loro imponendi mura difensive, nei loro bastioni fortificati, continuano a difendere la poltrona dove hanno incollato a dovere il loro fondoschiena. Si intravedono nuovamente al di fuori del loro regno, le truppe sgangherate dei magistrati-vandali, nella speranza che a contrario del 1991, questa volta vadano fino in fondo, espugnino le mura e liberino gli italiani di tutta questa “monnezza” che è la classe politica italiana. Fino in fondo, costi quel che costi, che alla fine muoia sansone con tutti i filistei.
La repubblica bizantina.
17 mercoledì dic 2008
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