Alcuni giorni fa, navigando per i blog su WordPress, mi sono imbattuto in un bellissimo blog portoghese, nel quale veniva evidenziato un sondaggio alquanto particolare: la domanda era abbastanza semplice e diretta, e chiedeva ai navigatori di quel blog, se preferivano essere guidati da un presidente (della repubblica) oppure da un Re. A questo sondaggio, l’87% dei votanti hanno dato la seconda risposta. Cioé, l’87% vorrebbero che il Portogallo sia guidato da un Re e soltanto il 13% da un presidente della repubblica. L’esito di questo sondaggio, premettendo che bisogna prendere i sondaggi con le molle ed in particolare quelli che troviamo in Rete, non da adito ad alcuna interpretazione, se non quella che nella gioventù portoghese c’è una massiccia attenzione verso un sistema monarchico, piuttosto che verso l’istituzione repubblicana. Non si può certo dire, inoltre, che chi ha risposto in quel modo appartiene a ceti sociali particolarmente sensibili al mondo artistocratico e nemmeno che coloro che hanno risposto in quel modo non hanno una grande conoscenza della storia del proprio Paese. Allora, perché mai i giovani portoghesi dovrebbero desiderare che la loro patria torni ad essere una monarchia? Certamente, uno dei fattori principali è la nascita dell’Unione Europea e l’introduzione di una moneta unica, che ha permesso ai portoghesi di confrontarsi con altre realtà, in modo più diretto ed esplicito. Una realtà sicuramente che potrebbe aver influenzato una simile opinione, è la Spagna che a contrario del Portogallo è una monarchia. I portoghesi accostandosi con gli spagnoli, si sono accorti di come la loro vita sociale ed economica, ma anche quella politica, sia enormemente differente e i divari sono talmente netti, che difficilmente possono trovare delle giustificazioni credibili. Prendiamo, per esempio, l’aspetto economico: il Portogallo ha un PIL pari a 242.807 Milioni di Dollari che lo pone al 41° posto delle economie mondiali, mentre la Spagna ha un PIL pari a 1,352 Miliardi di Dollari che la pone al 11° posto delle economie mondiali; il reddito pro-capite di ogni portoghese è pari a 23.464 Dollari che lo pone al 35° posto, e il reddito pro-capite di ogni spagnolo è pari invece a 30.120 Dollari che lo pone al 30°. Ma i problemi per i portoghesi sono ancora più complessi, e variano dalla politica all’educazione, dal mondo del lavoro a quello della sanità. Il Portogallo è stata un monarchia fino al 1910, quando l’ultimo Sovrano Manuele II di Braganza fu deposto dopo aver guidato il suo popolo per due anni. Ereditò il trono, quando il padre e il fratello maggiore (erede al trono) furono barbaramente assassinati. Fu instaurata, così, una repubblica partitocratica molto simile a quella italiana, dove il sistema democratico era pura teoria, e per questo nel 1926 ci fu un colpo di stato ed inizio una dittatura, che verrà ricordata come la più lunga in tutta la storia europea. Antonio de Oliveira Salazar reggerà la dittatura fino al 1975, anno della Rivoluzione dei Garofani, che riporterà il Portogallo ad uno standard democratico accettabile. In Portogallo, però, si instaurano due grandi partiti: il partito socialista e quello socialdemocratico, che portano avanti una linea politica simile, contrariamente a quanto avviene in Spagna che invece tra Partito Popolare e Partito Socialista ci sono enormi diversità di visione politica, sia in termini economici e sia in termini sociali. Così, il Portogallo, ancora oggi vive quasi un senso unico nel modo di fare politica, dove non vi è una vera alternativa per guidare il popolo lusitano. Il Presidente della Repubblica, risiede nel palazzo reale che fu della dinastia Braganza, un pò come da noi il Presidente della Repubblica soggiorna al Quirinale che è il Palazzo Reale di Casa Savoia. Il sistema istituzionale portoghese è un pò particolare: infatti il potere legislativo non è in mano al Parlamento, il quale tra le altre cose è unicamerale, ma è in mano sia del governo che dell’Assemblea della Repubblica. Il Capo dello Stato non ha alcun tipo di poteri esecutivi, viene eletto direttamente dai portoghesi e rimane in carica per cinque anni. Nomina il Primo Ministro e i membri del governo (Ministri) su indicazione del Primo Ministro. Il Parlamento invece rimane in carica quattro anni.
I giovani portoghesi sognano la restaurazione.
07 sabato feb 2009
Posted in Internazionale, Unione Europea