Come è capitato in un’altra occasione, i giornali italiani e i Media in genere, si sono buttati a capofitto subito dopo le nuove esternazioni della First Lady italiana, Veronica Lario, moglie del Presidente del Consiglio. Ma chissà perché, il passaggio più importante del suo sfogo (ogni tanto le castellane devono pur farlo), non è stato evidenziato e così lo faccio io, perché ritengo che sia il più importante di tutti, oltre che il più intelligente. La Signora Lario dice che suo marito non è un dittatore ma che lui vuole emulare Napoleone, ma nel fare questo sta aprendo le porte ad una dittatura. Infatti, continuando a distruggere in questo modo quel minimo di stabilità democratica e parlamentare che c’era fino a ieri, nasce il problema di cosa succederà in Italia dopo che Berlusconi lascerà la politica o quando non ci sarà più. Infatti, proprio dopo di lui, l’Italia sarà in pericolo di una deriva dittatoriale, proprio perché si sta facendo tabula rasa di quel minimo di garanzia democratica che la nostra costituzione e le leggi dello Stato avevano comunque garantito con una certa sufficienza. Io questo lo credo veramente, ed è per questo che più che a Napoleone il Presidente del Consiglio mi ricorda il Conte di Cavour. Infatti, Cavour ebbe il merito (o il demerito) di costruire non solo l’Italia, ma anche la figura di Primo Ministro sul modello inglese, una figura che possiamo considerare come un abito confezionato a misura e ad arte per Cavour. Con la sua prematura scomparsa, nessuno fu alla sua altezza istituzionale e politica, persino quelli che furono fianco a fianco con il Conte nel suo gabinetto, e che gli storici definirono i “generali di Alessandro”. Nessuno di loro riuscì a governare l’Italia bene e a lungo come Cavour, e così misero mano lentamente all’agonia irreversibile dello Stato Liberale che c’era e che lo Statuto Albertino rivendicava, ma sminuito quasi totalmente da delle Leggi scellerate e da governati mediocri, si arrivò poi al tracollo definitivo con l’avvento del Fascismo negli Anni Venti. Così adesso, Silvio Berlusconi sta confezionando un abito su misura per lui e quando non ci sarà più, quell’abito non sarà indossato bene dai suoi generali, che si chiamano Fini, Tremonti o altri e così, un bel giorno uscirà un novello Mussolini, un vero populista che porterà l’Italia chissà dove e chissà per quanto. L’anno prossimo ricade il bicentenario della nascita di Cavour, e vorrei tanto che il Presidente del Consiglio lasciasse perdere definitivamente Napoleone Bonaparte e incominciasse a dedicare del suo tempo alla lettura di Cavour. Vorrei che si ravvedesse sulla legge elettorale, e si rinnamorasse del Maggioritario, che poi è il sistema elettorale che gli ha permesso di governare per cinque anni dal 2001 al 2006. Vorrei che lui, visto che il 25 Aprile, ha citato persino il Risorgimento, avviasse una fase costituente vera e magari convincesse la maggioranza degli italiani che il ritorno della Monarchia sarebbe la cosa più importante per il futuro di molte generazioni di italiani. Vorrei che il Presidente del Consiglio, capisse che un vero statista non si preoccupa di quello che scrivono nei giornali o che dicono su di lui in televisione, ma quello che incideranno un giorno sulla sua lapide, e quello che penseranno gli italiani fra Cent’anni. E tutto questo, può succedere soltanto se il Presidente del Consiglio cercherà di ascoltare di più sua moglie, anche perché così, la First Lady non avrebbe né tempo e né voglia di sfogarsi sui giornali italiani.
Il Presidente e la Castellana.
30 giovedì apr 2009
La fonte della notizia è il quotidiano cagliaritano L’Unione Sarda. In occasione della Festa di Sant’Efisio il prossimo 1° Maggio, in città verrà in visita la famiglia Reale inglese, insieme alla famiglia Reale saudita. Il rapporto tra l’Isola e i Windsor o meglio per i Reali Inglesi non è una novità, non può essere inquadrata come una cosa strana o particolare. La relazione tra il Trono d’Inghilterra e la Sardegna incomincia quando scoppia la guerra anglo-spagnola nel 1585, conosciuta anche come la Guerra dei 20 anni, dove il Regno d’Inghilterra riuscirà a sconfiggere l’invincibile “Armada” spagnola ed obbligando il Regno di Spagna (che deteneva il dominio sulla Sardegna) a firmare il trattato di pace di Londra nel 1604 (Conferenza di Somerset House). Purtroppo l’Inghilterra non riuscirà a mettere le mani sul Mediterraneo, ma arriverà ad un accordo bipartisan con gli spagnoli: all’Inghilterra si lascia piena libertà nel Mar del Nord e nel Nord America, alla Spagna non viene toccata la sua influenza in Sud America e nel Mar Mediterraneo. Passeranno poco più di un Secolo e la Spagna perderà nella guerra alla successione del Trono la Sardegna, così prima che venga assegnata definitivamente ai Savoia nel 1720, Londra si vedrà assegnare il protettorato dell’Isola tra il 1718 e 1720, protettorato che condividerà con un’altra grande Potenza europea, l’Olanda. Gli inglesi vedono sfumare così l’opportunità più ghiotta per prendere posizione nel Mar Mediterraneo centrale, posizione che l’avrebbe messa in una posizione completamente diversa durante le guerre napoleoniche (1803-1815), nelle quali proprio il Regno di Sardegna sarà uno degli Stati della coalizione che poi riuscirà ad avere la meglio sulla potenza militare e politica del tiranno francese. Nel secolo successivo (’900) è difficile capire esattamente quanto ci sia di vero nelle storie che sono sempre circolate tra il Primo Ministro Churchill e Mussolini. Non furono mai ritrovati i carteggi dei due, né furono mai ritrovati i diari personali del secondo. L’unica cosa certa, è che gli inglesi in cambio della neutralità italiana nella Seconda Guerra Mondiale avrebbe messo sul piatto la restituzione della Corsica, del Nizzardo e avrebbe aggiunto la Tunisia che sarebbe andata ad aumentare i territori coloniali del Regno d’Italia. In cambio di cosa, oltre alla neutralità, non si sa. Le cose andarono diversamente e si parlò tanto che tra le varie responsabilità che l’Italia sconfitta doveva prendersi era per l’appunto quella di perdere le sue isole maggiori: la Sicilia agli americani e la Sardegna agli inglesi. Ma anche qui, le cose andarono diversamente, soprattutto per via di Parigi che non avrebbe gradito un dirimpetaio sotto la Corsica così scomodo e nemmeno Mosca che oramai influente quanto basta su tutto il fronte balcanico non avrebbe sopraseduto sapendo di una Sicilia a “stelle e striscie”. Arrivando ai giorni nostri, a Buckingham Palace c’è molta Sardegna: uno degli assistenti più fidati di Elisabetta II è sardo, la stessa Regina si fa inviare da molti anni regolamente prodotti agroalimentari sardi, il pane “Carasau” in primis, ma anche formaggi e dolci di ogni tipo. E’ una visita gradita questa dei Windsor a Cagliari, se verrà confermata. Sarà gradita ai Reali inglesi e anche per noi cagliaritani, dove la maggioranza di noi siamo rimasti tutt’oggi nonostante siano passate davanti diverse generazioni, una comunità “Conservatrice e profondamente monarchica”. Idealmente e solamente per 24 ore, proveremo l’ebrezza di appartenere al Commonwealth dell’Impero Britannico, e sarà comunque una bella cosa, almeno per il tenutario di questo Blog.