Non si parla d’altro. Nei giornali, in televisione, in giro per i Blog. Le elezioni europee di giugno, sembrano diventate vitale per il futuro di questo Paese, ma non è così. Tutti a domandarsi come saranno fatte le liste dei candidati, chi riuscirà a raccogliere le firme necessarie per poter essere nel gran carosello euroelettorale e poter dire “noi ci siamo”. Persino il Partito Liberale Italiano, il partito dello 0,3%, che non riesce a mandare un deputato a Montecitorio e neppure far eleggere un consigliere comunale a Civitavecchia, bé persino questo partito è tanto indaffarato per essere tra i tanti simboli elettorali nei manifesti attaccati per le vie della città. In realtà, la situazione attuale non potrà cambiarla nessuno: esistono due partiti, il PDL e il PD che si contenderanno la stragrande maggioranza dell’elettorato italiano, poi ci sarà qualche pesciolino spazzino che riuscirà a raccogliere le briciole, ma niente più. Quelli che poi verranno eletti, andranno a Strasburgo (ma solo quando ne avranno voglia) ogni tanto ed in particolar modo per ritirare lo stipendio e quello degli eurodeputati italiani sarà il più cospiquo di tutti. Per fare cosa? Non si sa, anzi lo sappiamo benissimo: per fare niente. Perché quello che chiamano Parlamento Europeo, in realtà non è un vero parlamento, è uno dei tanti carrozzoni burocratici che i Paesi europei sono riusciti a mettere su, per illudere la gente, per illudere gli europei che il vecchio continente stava trasformandosi in qualcosa di importante, e naturalmente per fare ancora di più i loro porci comodi, perché standosene nella cittadina francese, chissà quanti di noi vengono a sapere cosa realmente fanno. E’ meglio non andare a votare, io non ci andrò, poi voi fate quello che vi pare.
Le elezioni europee.
18 sabato apr 2009
Posted in Internazionale, Unione Europea