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Gli anglo-americani presero di mira la Sardegna, nel mese di Febbraio: il giorno 7 iniziò l’attacco americano con 50 bombardieri B-17 . Dieci giorni dopo ne arrivarono ben 100 e le bombe arrivarono oltre che in città anche in paesi limitrofi come fu il caso del piccolo Centro di Gonnosfanadiga dove ci fu una strage di bambini; il bilancio della giornata fu di circa 200 morti. Il giorno 26, decine di aeri sganciarono su Cagliari qualcosa come 50 Tonnellate di bombe creando la distruzione tra il Colle di Bonaria e quello di Castello e del quartiere di Stampace; ci furono oltre 70 morti e più di 300 feriti. Due giorni dopo, 28 Febbraio, era domenica ed era una bellissima giornata di sole e le strade come le chiese erano piene di gente, quando alle 13 in punto arrivarono 90 bombardieri alleati e iniziarono a sganciare le loro bombe; questa volta furono oltre 120, le Tonnellate di ordigni sganciati su Cagliari e le vittime furono 200 e diverse centinaia di feriti. Non fu risparmiato nulla: venne distrutto il porto, i palazzi, teatri, chiese. Il 28 Febbraio 1943 fu il giorno in cui Cagliari e i cagliaritani capirono che nulla sarebbe più stato come prima. Per la prima volta, nella storia della città, iniziò l’abbandono degli abitanti verso zone interne dell’isola considerate più sicure, iniziò l’esodo dei cagliaritani, l’inizio della tragedia degli sfollati cagliaritani. Cagliari divenne così una città fantasma, dove l’unica presenza dello Stato che riusciva a mantenere un minimo di ordine, dinanzi agli inevitabili casi di reati perpetrati da gente disperata che ormai non aveva nulla da perdere, fu l’Arma dei Carabinieri. Ma non era finita, il mese successivo, a Marzo, continuarono i raid criminali degli alleati e il 13 Maggio l’epilogo definitivo: 200 bombardieri e altrettanti caccia americani distrussero quel poco che era ancora rimasto in piedi. Nella notte, sarà il turno degli inglesi, che completeranno definitivamente il loro inspiegabile piano criminale. Cagliari, infatti, non aveva alcun rilievo di natura strategica né per l’Italia e tantomento per gli alleati tedeschi, inoltre le truppe dell’Asse italo-tedesco avevano già abbandonato il loro ultimo caposaldo africano in Tunisia. Dei circa 5.000 edifici presenti in città, ne furono distrutti il 20% e oltre il 70% di quelli che rimasero in piedi, risultarono gravemente distrutti. Non esistevano più linee elettriche e fognature, tutto distrutto.
Sono nato il 1°/05/1943, dopo che mia madre si è sorbita bombardamenti e mitragliamenti – da febbraio al 30 aprile del medesimo anno – da coloro che non hanno ancora smesso di bombardare popolazione inermi, solo che oggi usano aerei senza piloti umani per risparmiare i loro uomini.
Ho potuto vedere la celebrazione di S. Efisio, relativa al giorno in cui sono nato: una cosa straziante; per fortuna i Cagliaritani hanno reagito riedificando al meglio una Città che possiede un fascino unico. Un messaggio ai giovani affinché non trascurino la memoria storica: è dal passato che il presente si prepara per costruire il futuro. Gianni
La ringrazio Signor Gianni per il suo commento. L’ho molto gradito.