PLI: un morto che sospira.
Il vano tentativo di far risorgere lo storico partito liberale italiano di Benedetto Croce, da parte di un piccolo gruppo di compagni di merenda nel 2004, è rimasto vano tutt’oggi dopo ben 5 anni da quella presunta ricostruzione campata in aria più da vecchi schemi della politica, piuttosto che da reali convinzioni organizzative e programmatiche. In tutti questi anni, è stato messo alla guida del PLI un exdeputato forzista, che ha dimostrato tutta la sua inadeguata capacità politica e gestionale nel riportare il partito liberale nell’arco costituzionale dalla porta principale, cioé riportare dei parlamentari a Montecitorio o a Palazzo Madama, oppure conquistando anche una sola amministrazione locale (Comune o Provincia) e tanto meno riuscire a posizionare un solo consigliere regionale in uno delle 20 assemblee regionali. Un segretario nazionale che tralaltro, non per le sue mansioni interne al partito, ma per attività imprenditoriali proprie, è stato condannato a 6 mesi di reclusione per Mobbing nel processo di I Grado, e che fino ad oggi non ha pensato minimamente di rimettere il suo incarico. Non solo, essendo l’ultima persona dentro il PLI ha dare giudizi morali, ha pensato bene dopo il vergognoso epilogo dell’ultimo congresso nazionale di espellere alcuni iscritti e dirigenti del partito, senza che questi abbiano in alcun modo compiuto atti che contravvengono allo statuto del partito, oppure che abbiano svolto comportamenti considerati contro il codice etico del partito (codice etico che ancora non esiste), e comunque che abbiano conseguito azioni individuali o collegiali che abbiano messo in discussione l’integrità di immagine e quella morale del partito. Nonostante tra queste espulsioni, vi siano persone di cui io non nutro una esagerata stima, inquadro in tutta questa squallida vicenda che non c’è assolutamente nessun partito liberale italiano in questo Paese. Senza poi considerare il fatto di come, la segreteria nazionale abbia voluto fare un accordo per le elezioni europee con una lista socialista, trovando un ospitalità di quart’ordine, senza che il simbolo di questa componente socialista abbia un minimo riferimento alla presenza al suo interno di candidati liberali. Aspettiamo l’esito delle elezioni europee che saranno una tragedia e non solo per la lista socialista e poi si vedrà cosa si vuol fare di questo partito defunto che ogni tanto ha degli spasmi che possono sembrare dei sospiri, ma sono soltanto degli spasmi muscolari involontari, perché il morto è morto e basta. Vorrei capire cosa tutti quei giovani, trentenni e quarantenni, che ci sono nel PLI vogliono fare per il futuro del partito e se vorranno prendersi le responsabilità di fare quello che va fatto. Perché credo, che se questi giovani liberali non sono in grado di prendersi la segreteria nazionale di un partito che rappresenta lo 0,3% dell’elettorato nazionale, allora è meglio che lasciano perdere, escano dal partito e decidano di costruire qualcosa di nuovo e di migliore di questo PLI.
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