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Il valore professionale e l’onore patriottico  dei nostri soldati non è in discussione e soprattutto, non è secondo a quelli di nessun esercito straniero. Le differenze, invece, ci sono e come se ci sono, per quanto riguarda gli investimenti che si fanno nelle forze armate italiane e in quelle straniere e con che tipo di equipaggiamento tali forze armate operano nelle aree di crisi come l’Afghanistan e fino a qualche tempo fa in Iraq.

Se per esempio, prendiamo a confronto il British Royal Army e l’Esercito Italiano, notiamo che le differenze non ci sono solo nel modo di presentare il proprio Sito Web Istituzionale.  Il Caporalmaggiore Di Lisio viaggiava con un convoglio formato da Blindati Lince (Veicoli Tattici Leggeri Multiuso) e dei Corazzati Dardo.

L’Esercito Britannico invece usa i Saxon e i Warrior 1. Inoltre, in questi ultimi mesi, i britannici hanno presentato un nuovo veicolo blindato per il trasporto di soldati, frutto di anni di ricerca (sul campo) fatta negli impegni militari in Afghanistan e in Iraq.

Quando un governo non ha i mezzi adeguati per sostenere un impegno militare importante, è meglio che i soldati rimangono a casa. Così almeno, sappiamo con certezza che le liste delle vedove e degli orfani di guerra rimarranno  invariate.