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Senza parole. Mi ricorda tanto quel furioso di Vinny.
29 martedì set 2009
Posted in Internazionale, Sport, U.S.A.
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Senza parole. Mi ricorda tanto quel furioso di Vinny.
29 martedì set 2009
Posted in Economia e Finanza, Internazionale
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Se in Svizzera si può istituire un referendum per aumentare l’aliquota IVA, evidentemente si può anche istituire per abrogare una tassa. In Italia non si può: ad aumentare le tasse ci pensa il governo, a diminuirle non ci pensa nessuno.
29 martedì set 2009
Posted in Cronaca & Società
Il Presidente del Consiglio compie 73 anni.
29 martedì set 2009
Posted in Politica Italiana
Accendo il Blackberry verso le 06:10 come ogni mattina, diverse Email arrivate nella notte (di solito lo spengo la sera verso le 22:00), una di queste è la nuova newsletter del PLI (sono iscritto da molti mesi oramai). E’ una nota a firma di Enzo Palumbo per informare che una commissione interna al partito ha ultimato la bozza di riforma dello statuto nazionale. L’Email mi è arrivata da Gmail verso le 2:30 del mattino, ma la nota nel sito PLI indica che è stata pubblicata alle 16:33 nel pomeriggio di ieri, quando l’articolo che ho scritto ieri sul PLI l’ho pubblicato su WordPress dopo le 19:57. L’unica cosa che ho da aggiungere è che prima di iniziare l’articolo in questione entrai nel Sito PLI e non vi era alcuna nota sulla bozza statutaria, che il messaggio che appare viene inserito a mano e non viene prodotto automaticamente, ed infine se voglio anche io sono in grado di modificare l’orario di pubblicazione dei miei post, ma penso di essere una persona per bene, e non un cialtrone come quelli che governano il PLI. Siete ridicoli e patetici!!
P.S.: tornerò con calma su questa bozza statutaria, per vedere di trovare di mio gradimento almeno la punteggiatura.
28 lunedì set 2009
Il Partito Liberale di De Luca non ha perso tempo nel riportare dentro il proprio sito il successo elettorale dei liberali tedeschi. Tempistica perfetta per un partito che di liberale ormai ha solo il nome. Lo stesso De Luca ha voluto firmare la nota diffusa dal PLI sulla straordinaria vittoria che ha riportato il FDP. Ma anziché congratularsi a debita distanza con i “cugini” tedeschi, forse in questi mesi avrebbe dovuto fare qualcosa (di concreto) per riportare il partito liberale a delle dimensioni più concrete. Dopo il Congresso Nazionale del Febbraio scorso, dove è stato riconfermato segretario nazionale anche grazie ai voti di Impégnàti e dove aveva speso parole interessanti, come “rinnovamento” e “largo ai giovani”, il partito è rimasto tale e quale. Sono passati 7 mesi e non vi è stato alcun mutamento sostanziale. Non c’è stata la volontà di modificare lo Statuto per rendere il partito più moderno e aperto alle esigenze politiche attuali e ai desideri di tutti quei liberali (vecchi e giovani) che intendono riavvicinarsi al PLI; non c’è stata la minima volontà interna di istituire un Codice Etico del partito, che possa mettere tutti quei paletti così fondamentali per non ripetere errori del passato e dare così un’immagine nuova e onesta di un partito che c’è sempre stato in Italia sin dall’Unità d’Italia e che ha il sacrosanto diritto di continuare ad esistere; non è stata nemmeno accennata l’idea di introdurre un regolamento delle Primarie, per stabilire nel modo più democratico possibile, il percorso pre-elezioni che deve essere compiuto per la scelta dei candidati PLI alle varie competizioni elettorali. Niente ma proprio niente è stato fatto, nel partito che continua ad essere il giocattolo personale di un Segretario Nazionale ultrasettantenne, il quale tra l’altro è stato condannato per mobbing in I Grado e non ha pensato minimamente di dimettersi dalla carica per salvaguardare l’immagine del partito e la credibilità di tutti coloro che ancora credono in quel partito, siano essi dirigenti, semplici iscritti, simpatizzanti ed elettori. C’è molto bisogno di una formazione politica liberale in questo Paese; lo chiede una parte degli italiani, lo chiede il Paese, lo chiede l’Europa. Che si chiami Partito Liberale Italiano, o Federazione Liberali Italiani, o ancora Unione Democratici Liberali, ha poca importanza. L’importante è che nasca la consapevolezza nel Paese, che la cultura liberale non è affatto morto, non è in agonia, non appartiene soltanto al passato, visto che in ogni stato-membro dell’UE esiste una forza politica liberale o liberaldemocratica, visto che a Strasburgo i liberali sono la terza formazione politica dopo i Popolari e i Socialisti. E’ necessario quindi, che una forza liberale coesa possa affacciarsi sulla scena politica italiana interrompendo così il duopolio detenuto dal PDL e PD. Ma per ottenere questo risultato, bisogna prendere coscienza che non si può più trincerarsi nei vari partitini politici liberali; bisogna uscire allo scoperto, avere coraggio di aprire un dibattito serio e onesto con tutta la comunità liberale italiana e poter avviare così un vero “Manifesto” della Rinascita Liberale. Un manifesto che non può essere partorito dai politici, a cui spetta l’azione politica ma non il “Pensiero politico”. A quest’ultimo ci devono pensare tutti quegli intellettuali che si sentono vicino alla dottrina liberale. Senza di loro, non ci potrà mai essere un grande partito liberale italiano. Prima di desiderare un nuovo partito liberale in Italia, bisogna desiderare un nuovo Benedetto Croce. Tutti i partiti hanno bisogno di filosofi, economisti, storici, accademici, che possano indicare la strada di quel partito, dopo di che spetterà ai politici percorrerla. Quel giorno, almeno per me, è ancora molto lontano.
P.S.: domani sera un’altra conferenza audio su Skype per Impégnàti, visto che Mario conosce molto bene la Germania e il FDP sarà una serata decisamente a tema sulle elezioni tedesche e sul futuro del PLI.