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Mentre il governo italiano ritira fuori parole come “riforma costituzionale” e “referendum”, e mentre l’opposizione con tutto ciò che si tira dietro non fa altro che difendere a oltranza la Costituzione, che di difendibile ormai non ha più nulla, voglio parlare di come si dovrebbe modificare il sistema parlamentare italiano, dopo aver già pubblicato una possibile riforma dell’esecutivo, sette giorni fa.Il Parlamento è l’organo più importante dello Stato. Il principio rappresentativo è posto alla base di tutte le democrazie che credono nello Stato moderno e che proprio nel Parlamento, l’Organo Legislativo  dello Stato, in quanto eletto direttamente dal popolo e in quanto rinnovato con una costante periodicità, viene considerato l’organo rappresentativo per eccellenza. In Italia c’è un sistema parlamentare bicamerale (perfetto) e vincolato totalmente al potere esecutivo. Questo delinea due problemi di fondo: le due Camere parlamentari (Camera dei Deputati e Senato) svolgono la stessa identica funzione, sia dal punto di visto legislativo che di controllo politico verso il Governo; inoltre, il Parlamento italiano non è separato dal Governo e quindi vincolato ad esso e questo reca (e ha sempre recato) le condizioni per un’instabilità politica sistematica e costante nel tempo.

Sede parlamentare.

Attualmente la sede del Parlamento è sdoppiata per le due Camere: il Palazzo di Montecitorio sede della Camera dei Deputati e il Palazzo Madama sede del Senato. Subito dopo l’annessione della Città di Roma da parte del Regno d’Italia, il politico illustre Francesco Crispi presentò la proposta per edificare il palazzo parlamentare riunito come avviene in molte nazioni esteri, prima su tutte l’Inghilterra. Questo nuovo palazzo avrebbe dovuto ospitare la Camera dei Deputati, il Senato Reale, le aule delle Commissioni aperte al pubblico, gli uffici riservati a tutti i membri del Parlamento, oltre ad un aula riservata ogni volta che le due Camere si sarebbero riunite congiuntamente. Tale progetto fu bocciato e rimase soltanto sulla carta. Sarebbe molto importante, che in una logica di riforma parlamentare tale progetto sia ripreso e vedere finalmente un’unica sede del nostro Parlamento Nazionale.

La Camera dei Deputati.

La camera bassa continuerà a chiamarsi Camera dei Deputati e sarà il ramo parlamentare col maggior potere legislativo, lasciando il Senato della Repubblica come Camera di vigilanza e controllo, abbandonando così (finalmente) il sistema bicamerale perfetto. Il numero dei membri della camera bassa sarebbe di 395 Deputati (contro gli attuali 615). Tale valore viene preso dal criterio Gallagher che prevede un numero di seggi pari alla radice cubica dell’intera popolazione nazionale, per avere una buona rappresentanza popolare. Verrebbero confermati i requisiti attuali per poter eleggere i Deputati, così come i requisiti per far parte del corpo elettorale. La legge elettorale prevista per la Camera dei Deputati è di tipo maggioritario con correzione proporzionale, dove le Circoscrizioni Elettorali saranno su base regionale e con un numero di collegi elettorali pari a 2/3 del numero totale dei parlamentari che quella regione porta a Montecitorio, e il restante 1/3 verrà preso dalla lista dei primi non eletti sempre su base regionale. I Deputati rimarranno in carica per tre anni, e potranno essere rieletti senza limite. I candidati Deputati non potranno candidarsi a più di un collegio elettorale, la carica di Deputato è da considerare incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica e/o privata, dovranno essere cittadini italiani residenti nel distretto elettorale in cui si candidano da almeno 10 anni. La retribuzione dei Deputati verrà disposta da una Tesoreria esterna al Parlamento (non potranno più aumentarsi lo stipendio a proprio piacimento).

Il Senato della Repubblica.

La camera alta continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica e sarà il ramo parlamentare di controllo e vigilanza del Parlamento nazionale. Interverrà sull’iter legislativo ordinario solo nelle materie economiche e finanziarie, nelle materie di politica internazionale, e sempre nell’iter legislativo straordinario (ogni volta che sarà richiesta la convocazione con le Camere in seduta comune. Il numero dei Senatori sarà pari a 60 membri (contro gli attuali 315), in misura di tre Senatori per ogni regione. I requisiti richiesti sia per i candidati e sia per  il corpo elettorale rimangono invariati. Il sistema elettorale previsto sarà quello maggioritario secco a doppio turno, rimarranno in carica 6 anni la stessa durata della carica del Premier e del Presidente della Repubblica. La carica di Senatore sarà incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica e potrà essere rieletto senza limite fino al compimento del 75° anno d’età. I candidati Senatori dovranno essere cittadini italiani residenti da almeno cinque anni nella regione in cui si candidano. La loro retribuzione sarà prevista per legge ordinaria e sarà vincolata esattamente come quella dei Deputati.

Le Commissioni Parlamentari.

Le commissioni parlamentari non saranno più sdoppiate. Le commissioni si suddivideranno in tre tipi: Commissioni Permanenti che saranno composte da 12 membri, 8 Deputati e 4 Senatori; Commissioni Speciali che saranno composte da 10 membri, 5 Deputati e 5 Senatori; Commissioni d’Inchiesta che saranno composte da 6 membri, tutti Senatori.

Presidenti delle Camere.

Il Presidente della Camera dei Deputati è la quarta carica dello Stato (e non la terza come adesso) e oltre ad essere Speaker della camera bassa, ricoprirà anche il ruolo di Vice Premier (e Guardasigilli). Il Presidente del Senato conserverà la carica di Vice Presidente della Repubblica, e per questo rimane la seconda carica dello Stato.

Legge delle Guarentigie.

I Parlamentari senza distinzione tra Deputati e Senatori, privilegiano di norme per la loro salvaguardia personale sia dentro il palazzo parlamentare e sia fuori. I parlamentari non potranno essere fermati, trattenuti senza la loro volontà, posti in stato di fermo o addirittura d’arresto, a meno che non vengono colti nel momento che compiono un reato. Non potranno essere perquisite le loro abitazioni, dei loro uffici o sedi diverse come automobili, imbarcazioni o aeroplani. Tali disposizioni devono essere applicate su tutto il territorio nazionale senza alcun limite. Se durante un’inchiesta giudiziaria da parte della Magistratura ordinaria, dovessero saltare fuori i nomi di parlamentari, la stessa inchiesta e seguente procedimento processuale sarà di competenza del Senato della Repubblica, dopo che la Camera dei Deputati avrà votato favorevolmente per il trasferimento dell’inchiesta giudiziaria dalla Magistratura ordinaria al Senato. Tali disposizioni andranno estese a tutti i membri del Governo e alle massime cariche dello Stato italiano, cariche politiche, militari e giudiziarie. Forza dell’Ordine attribuita è l’Arma dei Carabinieri, sistema carcerario quello militare. La legge delle Guarentigie è costituzionale e non ordinaria.