Domani il popolo del Centro-Sinistra va alle urne per scegliere il nuovo segretario nazionale del PD e i 20 segretari regionali. L’Assemblea dei tesserati ha tirato fuori dal cilindro tre candidati: Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Bersani rappresenta il vecchio stile, diciamo prodiano, di vedere un’alternativa di governo. Con lui, il PD tornerà ad essere un Ulivo o peggio ancora un Unione, cioé un’accozzaglia di partiti e partitini vari che non faranno altro che fissarsi sul programma condiviso e sulle anacronistiche battaglie sociali che la Sinistra ci propina da vent’anni. Franceschini rappresenta il presente del riformismo italiano, va visto come una minestra riscaldata, anzi di un semolino. Che non sa di niente, non è salato e non è insipido, non ha odore, non ha nulla. L’unico merito (se merito si può definire) è quello che in caso vinca Franceschini tutto rimarrà come è ora e questo significa che al governo continuerà a rimanerci la Destra per molto tempo ancora. Marino è il nuovo, è un leader interessante, non è un politico vero, è un medico, un chirurgo, che pur dichiarandosi cattolico ha assunto posizioni sui diritti civili molto interessanti per noi liberali, è giovane, e piace molto agli italiani. E’ lui che può fare la differenza, anche se non è ancora ben chiaro quale sia la sua vera posizione in campo economico e nella politica estera, ma per questo avrà tempo a sufficienza per far sapere come la pensa se diventerà il segretario nazionale del PD. Quindi coraggio e in bocca al lupo caro Ignazio, sorprendici, vinci alle primarie anche per chi come me non andrà a votare.
Liberalblog endorse Ignazio Marino.
24 sabato ott 2009
Posted in Politica Italiana, Primarie P.D.