Il nuovo Potere Giurisdizionale.

di Antonello Leone


Una esigenza fondamentale dello Stato contemporaneo, Stato di Diritto e rappresentativo, è quella di garantire la certezza del Diritto, di assicurare cioè che le Leggi emanate dal Parlamento vengano applicate e che le eventuali controversie sulla loro interpretazione o esecuzione siano risolte in base al Diritto vigente. La funzione giudiziaria viene affidata ad un organo costituzionale specifico a cui sono attribuite particolari garanzie perché possa svolgere il suo compito con equità ed imparzialità, senza subire pressioni di alcun genere. Tale organo è la Magistratura, che “deve accertare il contenuto delle norme generali ed astratte di fronte a casi concreti, per la risoluzione delle controversie e la repressione dei reati”.La Costituzione italiana inquadra il potere giurisdizionale nella II Parte denominata Ordinamento della Repubblica. Viene suddivisa in due Sezioni, le quali comprendono 13 articoli (dal n° 101 al n° 113). Secondo la Costituzione, il sistema giudiziario italiano, può essere tranquillamente riassunto nei sequenti punti:

  • la Giustizia è amministrata in nome del Popolo Italiano;
  • la Magistratura costituisce un Ordine autonomo e indipendente da ogni altro Potere dello Stato;
  • I Giudici sono soggetti soltanto alla Legge;
  • La funzione giudiziaria è esercitata da Magistrati ordinari.

Da questi quattro punti, si avvince che la Magistratura essendo amministrata in nome del popolo e non dello Stato (Repubblica Italiana), si pone al di sopra di esso e degli altri poteri istituzionali e quindi disconoscendo in principio qualsiasi forma di mutamento nella sua autonomia e indipendenza. Si avvince anche che il funzionario giudiziario, chiamato Giudice o Magistrato è una figura unica, senza natura gerarchica, e quindi non vi è alcuna distinzione tra Giudice e Procuratore, due figure che dovrebbero essere ben distinte. Infine, si determina che l’attività giudiziaria è esercitata da magistrati ordinari, cioé i magistrati svolgono l’azione giudiziaria in modo totale ed esclusivo, cioé non è previsto che alcuni reati siano trattati da tribunali particolari (straordinari), o che nel caso dei casi giudiziari dentro le Forze Armate, sia la magistratura militare ad occuparsene in modo esclusivo, e rispondendo soltanto alla legge determinano così anche la loro irresponsabilità totale nei casi di “errori giudiziari”. Tutti caratteri che non fanno che definire la necessità urgente di una riforma “cattedralica” del potere giudiziario, cercando di ovviare a tutti questi limiti e difetti, che non possono più coesistere dentro una società moderna come l’Italia ambisce a definirsi. In un sistema moderno, i punti essenziali che dovrebbero riassumere il nuovo sistema giudiziario sono i seguenti:

  1. la Giustizia è amministrata dal Governo e opera in nome e per conto dello Stato (Repubblica Italiana);
  2. la Magistratura è il terzo  Potere dello Stato ed è quindi autonomo e indipendente dagli altri due Poteri (Legislativo ed Esecutivo);
  3. I Giudici sono soggetti alla Costituzione e agli organi di controllo della Magistratura;
  4. I Procuratori sono soggetti soltanto alla Magistratura;
  5. La funzione giudiziaria è esercitata dai magistrati ordinari e dai magistrati militari;
  6. La funzione giudiziaria riguardo alle massime cariche pubbliche è esercitata dal Parlamento.

In base a questi sei punti, vediamo nel dettaglio come dovrebbe essere al suo interno la Magistratura italiana.

Consiglio Superiore della Magistratura. Il Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M) è l’organo al quale spetta il compito di realizzare la piena indipendenza dei Magistrati da ogni altro potere e soprattutto dal potere esecutivo, sottraendoli a qualsiasi possibile interferenza da parte del Governo ed in particolare del Ministero di Giustizia. Esso è l’organo deliberante nel quale si esprime l’autogoverno della Magistratura. Il Consiglio Superiore della Magistratura è formato da 13 Giudici togati, nominati dal Presidente della Repubblica su indicazione del Parlamento, tramite la commissione parlamentare preposta che ogni anno tiene aggiornata la lista dei candidati su base nazionale. Dei tredici membri del Consiglio Superiore della Magistratura, avranno diritto di seggio permanente, i giudici in rappresentanza delle cinque regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino Alto-Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna). I tredici membri nomineranno (tra loro) il proprio presidente e due vice presidenti. Il Presidente della Repubblica non sarà più presidente onorario del Consiglio Superiore della Magistratura.

Corte Regionale di Giustizia. La Corte Regionale di Giustizia va vista come una via di mezzo tra C.S.M. e Corte Costituzionale su base regionale. Tale Corte avrà il compito di difendere la costituzionalità dello Statuto Regionale, di difendere i simboli regionali più alti (Inno regionale e bandiera regionale), avrà il compito di decretare la legittimità costituzionale delle leggi regionali approvate dall’Assemblea Legislativa Regionale, di intervenire nei conflitti tra enti locali (Regione contro Comune, Comune contro Comune, Regione o Comune contro cittadini italiani), di costituirsi come Corte di Giustizia in procedimenti contro il Governatore della Regione e i membri dell’Assemblea Legislativa Regionale. La C.R.G. non avrà alcuna competenza su questioni che riguardano i magistrati delle procure situate dentro la Regione, perché di competenza del C.S.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale verrà integrato nella C.R.G. La Corte Regionale di Giustizia sarà composta da 10 Giudici togati e non, nati nella Regione e ivi residenti da almeno 5 anni, o nati in altre regioni d’Italia ma residenti nella regione da almeno 15 anni. I 10 membri della C.R.G. vengono nominati dal Governatore su indicazione dell’Assemblea Legislativa Regionale, tramite un’apposita commissione interna.

Procure Generali della Repubblica. Le procure generali sono i Palazzi di Giustizia che si occuperanno dei reati penali più gravi, tra i quali tutti i reati contro lo Stato, il crimine organizzato, i reati economici-finanziari-contabili. In queste procure, verranno conservati i tre gradi di giudizio nei processi (I Grado, Appello e Cassazione). Anche la composizione della Corte sarà identica a quella attuale, composta da otto membri, due giudici togati e sei giudici laici (Giudici di Pace).

Procure Distrettuali della Repubblica. Le procure distrettuali sono i Palazzi di Giustizia che si occuperanno dei reati civili e dei reati penali non gravi (reati comuni). Saranno previsti due soli gradi di giudizio (I Grado e Appello). La corte sarà rappresentata da un Giudice Monocratico e da una Giuria popolare (modello nord-americano) composta da 12 cittadini italiani residenti nel distretto di appartenenza della Procura.

Procure Militari. Le procure militari si occuperanno di tutti i reati che vengono commessi da militari dentro le infrastrutture militari in Italia e all’Estero. Saranno previsti due gradi di giudizio (I Grado e Appello). La corte sarà rappresentata da un Giudice militare monocratico e da una Giuria di 12 militari (4 dell’Esercito, 4 della Marina e 4 dell’Aeronautica).

Magistrati. I magistrati si dividono in Giudici e Procuratori. I Giudici sono il mero arbitro dei processi, i Procuratori sono i legali della Magistratura che hanno il compito di condurre le indagini con le Forze dell’Ordine e di rappresentare l’Accusa durante il processo. I Giudici e i Procuratori potranno concorrere alla fase elettiva per l’incarico di Procuratore Capo di una procura. I Giudici, inoltre, potranno essere anche soci degli studi legali.

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