Fra due anni ci saranno le celebrazioni per i 150 Anni dell’Unità d’Italia. Celebrazioni che negli ultimi mesi hanno acceso una sferzante polemica all’interno stesso della maggioranza, per via dei soldi pubblici finanziati per l’occasione. Tali polemiche avevano riscaldato l’animo anche del Senatore Ciampi, presidente del comitato nazionale per tale anniversario. Il Governo aveva emanato un decreto (n° 159 del 2007) per avviare delle opere pubbliche per tale celebrazione, e l’articolo 36 di tale decreto stabiliva:
la realizzazione e il completamento di un programma di qualificati interventi ed opere, anche infrastrutturali, di carattere culturale e scientifico, nonché un quadro significativo di iniziative allocate su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle città di preminente rilievo per il processo di unità della Nazione, tali da assicurare la compiuta diffusione e testimonianza del messaggio di identità ed unità nazionale proprio delle celebrazioni.
Ho voluto segnare in grassetto sottolineato la seconda parte di questo articolo, perché è importante, molto importante, su ciò che il governo sta facendo per queste celebrazioni. Infatti, sono andato a controllare le opere pubbliche (cioè) finanziate con le tasse di tutti gli italiani, nelle città di “preminente rilievo per il processo di Unità Nazionale”. Quali saranno queste città così patriottiche e quali sono queste opere pubbliche che possano “assicurare la compiuta diffusione e testimonianza del messaggio di identità e unità nazionale”? Le città sono: Venezia, Firenze, Perugia, Torino e Novara, Imperia, Reggio Calabria, Isernia e Napoli. Andiamo per ordine:
Venezia. Venezia sta in Veneto, e se non ricordo male è entrata a far parte dell’Italia unita cinque anni dopo l’unificazione del 1861. In più Venezia, in questi ultimi anni è stata ampiamente finanziata con soldi pubblici, basti pensare al Mose e al passante di Mestre, per non parlare del ponte di Calatrava. Forse i 10 Milioni di Euro stanziati per realizzare il nuovo palazzo del Cinema al Lido Venezia, potevano essere usati meglio e soprattutto altrove. Regalino alla Lega Nord?
Perugia. Credo di conoscere un pochino, giusto un pochino la storia risorgimentale, ma Perugia e l’Umbria non riesco proprio come devono essere collocate. Vorrei tanto capire, cosa ha in comune questa città con l’Unità d’Italia e soprattutto cosa se ne fa di un aeroporto internazionale. Forse il Ministro Scajola saprà rispondere a questa domanda.
Imperia. Anche qui, ho un vuoto di memoria. Eppure libri sul risorgimento ne ho parecchi, ma anche Imperia mi sfugge. Che abbia a che fare con Garibaldi e la partenza della spedizione dei Mille da Quarto? In questa circostanza chiederò informazioni alla Signora Brambilla, visto che come Ministro del Turismo saprà dirmi che cosa centra il completamento del parco costiero della riviera Ponente con l’Unità d’Italia.
Reggio Calabria. Un regalo per quelli che continuano a chiamare patriotti dei spregievoli briganti di montagna.
Isernia. Questa sono andati a cercarla con il lumicino.
Novara. Ma non era a Novara che i piemontesi presero una battosta contro gli austriaci durante la I Guerra d’Indipendenza che costò la sconfitta della guerra e il conseguente esilio di Re Carlo Alberto dopo aver abdicato a favore del figlio Vittorio Emanuele II?
Firenze, Torino e Napoli. Nulla da dire che Dio le benedica ora e nei secoli a venire.
La Sardegna ed in particolare la città Cagliari assenti completamente, come la Sicilia, la Lombardia, il Friuli, l’Emilia-Romagna. Evidentemente non sono state assolutamente importanti per l’Unità d’Italia. Nemmeno per vedersi finanziare una rotonda monumentale, una fontana, o qualche altra opera dal costo molto più basso delle opere che sono state appaltate. Si dovrebbero vergognare tutti quanti: Governo, Parlamento e Quirinale. Vergogna … Vergogna … Vergogna!!!
Dividi et impera… ma qui c’è più il dividi, la torta…