Nella Finanziaria approvata giorni fa con grande polemiche parlamentari, perchè il Governo ha preteso il voto di fiducia, è stata inclusa la nascita di una società finanziaria che dovrà regolare i servizi connessi alla sua organizzazione e gestione. Una società finanziaria che si chiamerà Difesa Servizi SpA, la quale sarà retta da un consiglio di amministrazione composto da membri nominati dal Ministero della Difesa, ma visto che a capo delle Forze Armate c’è il Presidente della Repubblica, molto probabilmente tale nomine saranno sì su indicazione del Governo sentiti i vertici militari, ma con il benestare del Quirinale. Si vedrà più in là nel dettaglio come sarà impostata tale questione. Ora però veniamo nel dettaglio su questa novità. Bisogna innanzitutto dire, che in Italia a contrario di altre nazioni c’è un solo Ministero che controlla le acquisizioni e le cessioni dei patrimoni pubblici, ed è il Ministero del Tesoro. In Italia, il Ministero della Difesa che ha ovviamente sotto la sua amministrazione e gestione delle infrastrutture militari, deve sottostare sempre alle forche caudine del Tesoro ovvero del Ministero dell’Economia che tutto può e niente gli può essere vietato. Spetta a quest’ultimo decidere con quanti soldi la Difesa deve campare e soprattutto spetta al Tesoro decidere come dismettere patrimoni militari e a chi. Con l’introduzione di questa finanziaria si riesce finalmente a permettere alla Difesa di appropriarsi di una certa autonomia nella gestione programmatica e finanziaria delle sue infrastrutture e della capacità di determinare flussi finanziari in entrata, in modo tale che possa sopperire alle lacune di badget che pone l’Italia come fanalino di coda dei principali partners militari europei (area Nato). Quindi, i primo beneficio che apporterà questa società finanziaria è quello di permettere al Ministero della Difesa di gestire in prima persona la cessione del demanio militare che non è più necessario; oggi, tale cessione va attuata verso gli enti pubblici (Regione, Provincia o Comune) e i Privati (Imprenditori) non hanno alcun modo di accedere a tale patrimonio per poter essere convertito in progetti privati di grande interesse economico (Alberghi, SPA, Investimenti Immobiliari residenziali o commerciali, Attività sportive etc…). Il caso più eclattante e il caso Sardegna, dove il demanio militare (essendo la Sardegna una regione a statuto speciale) va acquisito soltanto dalla Regione Sarda e se questa non lo ritiene importante (cioé mai) lo gira agli enti pubblici minori (provincie e comuni) o ai privati tramite gara d’appalto (e in questo caso chissà perché vanno in mano sempre agli investitori privati vicini alla maggioranza politica della Regione: il caso La Maddalena è davanti a tutti). Un altro beneficio riguarda le gare per assegnare le forniture interne alle Forze Armate. Essendo una società privata ha gestire il tutto, nelle gare d’appalto il prezzo di commessa non è più fondamentale, ovvero le gare non si articoleranno più per il prezzo più basso fatto dalle aziende che concorreranno alla gara. Questo permetterà alle Forze Armate di poter avere un rapporto più efficace e qualitativamente superiore con i propri fornitori. Infine, grazie alla nascita di Difesa Servizi SpA si potranno aprire le porte delle Forze Armate delle aziende private nel concorrere in termini altamente competitivi nelle commesse per la progettazione, l’allestimento e la manuntenzione delle infrastrutture immobili (Caserme, Basi Navali, Basi Aeree, Poligoni, etc…) e per quelle mobili (Armamenti, Unità Navali, Aeromobili, Equipaggiamenti, etc…). Un esempio su tutti: in questi anni abbiamo visto come il Lince della Iveco (Gruppo Fiat) si è dimosrato assolutamente inadeguato per quel tipo di utilizzo, generando vittime e feriti tra i nostri militari in Afghanistan e Iraq, vittime e feriti che non ci sarebbero stati con un automezzo diverso. Oppure, guardando le classifiche mondiali dei vari armamenti (Carri Armati, Fregate, fucili d’assalto, etc…) notiamo che i prodotti italiani (a parte il caso isolato della pistola Beretta 92) non rientrano nei primi 10 posti di nessuna classifica. La nuova società finanziaria delle nostre Forze Armate, nonostante abbia scatenato critiche e derisione da parte di ambienti politici e di una certa stampa italiana, è l’azione più idonea e più intelligente che si potesse fare in questo preciso momento, che non brilla di certo per essere un periodo positivo dal punto di vista economico. Questa società finanziaria potrà avere anche il merito (bisogna aspettare qualche anno) per stimolare l’interesse dei privati ad investire nell’industria strategica militare, sia in termini di produzione ma soprattutto di ricerca, come avviene da molto tempo negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Non resta che aspettare di vederla nascere per poi dare un giudizio definitivo, per ora diciamo che l’idea è sicuramente giusta e indispensabile per il futuro della Difesa italiana.
Forze Armate SpA.
20 domenica dic 2009
Posted in Difesa e Sicurezza, Economia e Finanza, Politica Italiana
propongo anche di privatizzare la BENEMERITA trasformandola in S.p.A CARAMBEM S.p.A., si potrebbe anche cedere in blocco la nuova società, affidandola a un gruppo privato fornito di parte delle risorse economiche necessarie per l’aquisizione, la rimanente parte potrebbe essere sotto forma di mutuo interbancario agevolato. Rimane un dettaglio da definire, a chi dovrà essere fedele la CARAMBEM S.p.A. …