Anche in un giornalaccio come L’Unione Sarda, di tanto in tanto, si possono leggere cose interessanti. Oggi, per esempio, a pagina 54 c’è un articolo di Andrea Tramonte che parla di editoria digitale e in particolare del fenomeno del momento: Kindle, l’eBook dell’americana Amazon. Tramonte parlando di Kindle, delinea come la sua uscita e il suo inaspettato successo commerciale abbia costretto, molti competitor a muoversi ed anche in fretta. Il gigante di Cupertino Apple, papà dell’iPod e dell’iPhone, tratta con la Harper Collins per portare gli eBook nel suo imminente nuovo gioiellino tecnologico iSlate. La casa editrice Barnes and Nobles ha lanciato Nook, il suo personale eBook touchscreen dal costo interessante, ma a quanto pare latita per una memoria non proprio adeguata. Naturalmente nemmeno il numero uno dell’informatica Microsoft si sta adoperando in questo settore, con un Tablet PC. Ma Tramonte si sofferma anche su casa nostra, sugli editori italiani che a quanto pare si preoccupano di fare per il momento la parte dei guardoni, un pò come quei vecchietti che se ne stanno dietro le siepi dei parchi pubblici a spiare le coppiette di fidanzatini che fanno …. Tramonte ci ricorda un’indagine di Reuter Italia sulla editoria digitale italiana: il mercato dell’editoria digitale in Italia rappresenta lo 0,04% del mercato editoriale nazionale. Ovvero zero assoluto. Ed è così che Tramonte conclude l’articolo:
In realtà l’editoria italiana sembra complessivamente voler fare orecchie da mercante rispetto a queste novità, forse anche per un certo conservatorismo di fondo. Molto dipende dalla paura che anche l’editoria libraria possa essere colpita dalla pirateria, esattamente come avviene per musica, cinema, videogames. Intanto però all’orizzonte non si vedono riflessioni, proposte, bozze di strategia. Del resto l’editoria digitale non vuole sostituire quella cartacea, ma solo affiancarvisi. E un editore interessato a veicolare il più possibile i propri contenuti, dovrebbe essere attento anche alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Parole sante.