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I candidati per le elezioni regionali del Lazio sono cinque: Emma Bonino (PD), Renata Polverini (PDL), Michele Baldi (Movimento per Roma e per il Lazio), Roberto Fiore (Forza Nuova) e Marzia Marzoli (Rete dei Cittadini). La Bonino, leader storica del partito radicale, da sempre liberale, libertaria e liberista, si appresta a diventare Presidente della Regione Lazio, succedendo a Piero Marrazzo che ha dovuto dimettersi dalla carica anzitempo per il sexgate che lo ha investito sia nella sua carica istituzionale e sia nella sua vita privata. A tentare di ostacolare la vittoria della Bonino, un’altra donna, Renata Polverini, sindacalista dell’UGL (ex Cisnal), candidata del Popolo della Libertà. La Polverini è uno di quei personaggi assolutamente modesti, che però è riuscita a ritagliarsi uno spazio considerevole nella scena mediatica degli ultimi anni, soprattutto nella televisione di Stato. Invitata in ogni dove, come segretario nazionale di un sindacato lavoratori, ha saputo confezionarsi un immagine di persona competente, onesta, democratica. In realtà la Signora Polverini è l’esatto contrario di tutto questo. Non è affatto competente in materia politica e tantomeno economica, non si può dire che è onesta, visto che pende su di lei chiacchere non proprio lusinghiere sia come sindacalista, si parla di azioni irregolari nel tesseramento del sindacato, e non lo è nemmeno come cittadino, visto che si parla del reato di evasione fiscale per l’acquisto di un appartamento ad uso privato. I sondaggi più attendibili, danno Emma Bonino avanti di qualche punto percentuale; la speranza che durante la campagna elettorale riesca a fare luce sulla reale capacità della candidata del PD e sulla reale moralità della Polverini. In questo modo, la Bonino vincerebbe con un margine decisamente più ampio di quello che gli viene accreditato per ora dai sondaggisti. Infine, una piccola menzione per il fascista  Roberto Fiore e la passionaria Marzoli, i quali vengono dati tra il 10 e il 12 % di consensi.