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Leggere Vittorio Emanuele Parsi è un vero spasso.
10 mercoledì feb 2010
Posted in Asia, Internazionale
10 mercoledì feb 2010
Posted in Internazionale, Sport
La 33ma edizione della Coppa America si sta trasformando in una barzelletta, anzi in una commedia. La prima regata (lunedì scorso) annullata per mancanza di vento sufficiente. Si regata oggi, ma forse no perché c’è troppo vento. E nel frattempo, nella giornata di ieri Ernesto Bertarelli e Larry Ellison ne hanno combinata un’altra. Dio salvi la Coppa America da questi due deficienti!!
10 mercoledì feb 2010
Posted in Cronaca & Società, Politica Interna, Storia
In uno Stato Laico non vi è alcuna religione di “Stato”, altrimenti non si chiamerebbe Stato Laico, se si chiama così è perché in quello Stato tutte le religioni hanno pari dignità e diritti, e che l’attività di queste va scissa dall’azione politica dello Stato. Ciò significa che lo Stato (in quanto laico) propugna la sua azione e le sue norme su delle basi morali ed etiche di natura laica e non su delle basi morali ed etiche di natura religiosa. Nella religione esistono azioni che non si possono fare e si chiamano “peccati”; nello Stato Laico ci sono ugualmente delle azioni che non si devono fare e si chiamano “reati”. Capita che alcuni peccati religiosi, siano essi anche reati per lo Stato (per esempio è peccato rubare e uccidere, ma sono anche dei reati). Ci sono anche peccati che non sono reati e viceversa. In Italia, che è stata per molto tempo uno Stato Laico con religione di Stato, è passata ad uno Stato concordatario con religione di Stato grazie al Concordato fascista del 1929. Con l’avvento della Repubblica Italiana si è trasformata in uno Stato etico-concordatario. Ovvero uno Stato che pur senza più una religione di Stato, ha conservato dentro di se quell’atteggiamento intellettuale che gli permette di considerare tutto ciò che è peccato per l’ex religione di Stato (Cattolicesimo), un reato, ma un reato non in senso giuridico alla persona, ma un reato alla morale. Per troppo tempo, in Italia sono stati considerati reati alla morale, azioni come l’adulterio (se veniva compiuto dalla donna) e veniva punito con la reclusione o con il confino; la violenza carnale (stupro) di una donna e il violentatore se la cavava con poco; così al contrario avevamo dei non reati perché istigati da un’azione moralmente condannabile e questo è il caso dell’Uxoricidio, cioè dell’assassinio del coniuge, dove il marito veniva scagionato (delitto passionale) perché la moglie lo aveva tradito. Sotto la Repubblica ha sempre funzionato così, grazie anche ad un partito cattolico molto forte (Democrazia Cristiana) e alla presente sul suolo italiano della Città del Vaticano. Durante la Repubblica, inoltre, fu rimessa la mano al famoso concordato: prima con un Presidente del Consiglio socialista (Bettino Craxi) e ultimamente con un Premier cattolico (Romano Prodi). Nel nostro ordinamento abbiamo ancora in abbondanza reati alla morale, che conservano persino il nome dato dalla religione: pensiamo al reato di “incesto” ovvero i rapporti carnali tra consanguinei. Il termine è usato da sempre dalla Chiesa Cattolica. Ma la cronaca degli ultimi periodi ci porta ad un reato davvero “sciocco” ovvero la bestemmia. Bene se uno bestemmia, ovvero pronuncia parole o frase ingiuriose, offensive, verso Dio o verso una figura biblica/evangelica importante, non solo rischia di essere espulso da una trasmissione radiotelevisiva, ma adesso anche nel Calcio professionistico rischia l’espulsione e avrà un ruolo importante la prova televisiva. Insomma, uno può offendere platealmente la bandiera e/o l’Inno Nazionale e per punizione lo fanno Ministro della Repubblica, se invece bestemmi viene linciato moralmente, ed ora rischi anche qualcosa di peggio del semplice linciaggio morale.