In una democrazia moderna, evoluta e solida, ci dovrebbe essere libertà d’opinione, libertà di azione, libertà di espressione, libertà di associazione. Personalmente non riesco a capire perché mai tutti gli italiani si dovrebbero riconoscere nei principi dell’Unità d’Italia, perché mai tutti gli italiani devono prepararsi alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia in modo solidale e concorde; perché mai gli italiani dovrebbero considerare le parole del Capo dello Stato di oggi, come legittime e sacrosante e non, invece, continuare a prendere le distanze se ritengono giusto farlo. Del resto, l’attuale Presidente della Repubblica, è un politico che fa parte di una parte, la quale dalla nascita della Repubblica Italiana non ha fatto altro che nascondere e oscurare in modo sistematico e costante la memoria storica italiana, ovvero la storia del Risorgimento che generò l’Unità d’Italia. Una memoria storica che è sempre stata accomunata al fascismo e quindi una memoria storica da abiurare. Se oggi la maggioranza degli italiani non si sentono vicino a questa memoria storica è per colpa dei politici come Giorgio Napolitano, che non hanno mai permesso di conoscerla, capirla, studiarla e giudicarla per quello che è stato, con i suoi pregi e i suoi difetti. La Repubblica è artefice di questa ignoranza, di questa apatia, di questa insofferenza che gli italiani nutrono per il Risorgimento e per l’Unità d’Italia. E personalmente ritengo che le sue dichiarazioni critiche verso tutti coloro che non si sentono affatto partecipi delle imminenti celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia daranno fastidio quanto un brufolo nel culo.
Un brufolo nel culo.
12 venerdì feb 2010
Posted in Politica Interna, Storia