Italia Amore Mio, la canzone presentata al Festival di Sanremo da Pupo, dal Principe Emanuele Filiberto e dal tenore Luca Canonici, non è soltanto una canzone, ma anche un test psicologico. Possiamo tranquillamente paragonarlo alle macchie di Rorschach: dove a secondo della mente baccata di colui che le guarda, ci vede le cose disparate, dalla farfalla alla vagina, dallo scarabeo al pene floscio. La canzone è stata eliminata alla prima serata, dove i tre esecutori sono stati fischiati appena apparsi sul palco senza nemmeno intonare una sola strofa. Si sono viste anche delle bandiere (tricolore repubblicano) sventolare, fatto mai accaduto prima. Tale atteggiamento, non solo è sintomo di grande insicurezza, ma di profonda inciviltà. Coloro che hanno fatto questo, hanno dimostrato una debolezza latente della propria condizione di cittadini di una repubblica. Se l’istituzione repubblicana fosse così solida e così radicata nella coscienza di 60 Milioni di italiani, non si farebbe suggestionare dalla presenza di un giovane trentenne come il Principe Emanuele Filiberto di Savoia. Tutti coloro che lo hanno fischiato in quanto membro di Casa Savoia, tutti coloro che hanno sbandierato il tricolore nazionale, tutti coloro che hanno voluto vedere nel testo di quella canzone ciò che non esiste e che hanno definito tale testo musicale come
becera operazione neo-monarchico-patriottico-fascistoide
sono persone che hanno qualche serio problema psicologico. Sono persone che dovrebbero fissare un appuntamento da un ottimo psicologo, che possa fargli il test di Rorscharch, per capire esattamente che tipo di becera personalità neo-repubblichina si ritrovano in corpo.