L’Unione Sarda ha deciso di aumentare il prezzo del suo giornale. Da domani costerà € 1,20 anziché 1 Euro. E’ una scelta giusta e che arriva con un certo ritardo, visto che altri giornali hanno seguito questa strada da diverso tempo. Non è molto, ma è già qualcosa. Ma l’aumento del prezzo per copia non è sufficiente: la testata di Viale Regina Elena dovrebbe apportare altri cambiamenti, a partire dal formato, ma per carità niente esperimenti modernisti: lasciamo perdere il Berlinese, il Compact o addirittura il Tabloid. Rimarrei sul Broadsheet, ma modificandone le misure, visto che non è un formato che adotta le stesse misure nei vari Paese dove è adottato. Oggi il quotidiano cagliaritano misura 35 cm. per 47 cm. Io lo accorcerei di lato portandolo a 30 massimo 31 cm. Mentre di lungo lo aumenterei di 7 cm. arrivando così a 55 cm. netti. In questo modo, sarebbe possibile abbassare l’intestazione di almeno 10 cm. magari anche 12, che andrebbe anche meglio; le finestre che si trovano sotto l’intestazione al contrario le porterei sopra, abbandonando il colore per una scelta più monocromatica, in linea con il colore dell’intestazione. E rivedrei completamente l’impaginazione della prima pagina. Bisognerebbe anche scoprire il carattere dell’intestazione all’origine del quotidiano. Il carattere e il colore e cercare di riadattarlo in chiave moderna. Sarebbe un giornale più gradevole e soprattutto il suo aumento di prezzo sarebbe più che meritato. Per quanto riguarda gli abbonamenti che intende applicare il quotidiano a partire da domani, è soltanto un palliativo che non porterà proprio a nulla di buono sul medio-lungo periodo. L’unica soluzione per L’Unione Sarda sarebbe entrare finalmente sul digitale permettendo l’acquisto del giornale tramite Kindle di Amazon e dare così una buona ragione ai sardi (soprattutto quelli che stanno al di fuori dell’Isola) di possedere il famoso eBook Reader americano.