XVII anniversario della morte di Re Umberto II.
Sono trascorsi ventisette anni da quando mio padre, S.M. il Re Umberto II, spirò presso l’Ospedale Cantonale di Ginevra, concludendo così il suo transito terreno, assommando alle sofferenze di un interminabile esilio, quelle di una dolorosa malattia. L’affetto che molti italiani dimostrarono in quella triste circostanza nei confronti della mia Casa, è la traduzione di quella stessa riconoscenza che ci spinge oggi a commemorare la figura del mio Augusto genitore, con la tradizionale cerimonia presso l’Abbazia di Altacomba. Nella ricorrenza dell’anniversario, vorrei sinceramente che il motto “L’Italia innanzitutto”, realizzato e compiuto nella stessa vita del Re, fosse attentamente raccolto e meditato da tutti i rappresentanti delle Istituzioni, di quanti operano quotidianamente nell’interesse della Nazione e dalle giovani generazioni che si apprestano ad entrare a far parte della società italiana. La figura di Umberto II sia d’esempio per tutti gli italiani impegnati al servizio delle Istituzioni e di stimolo per una riflessione a partire da quanto scritto nel messaggio agli italiani il 13 Giugno 1946, al momento della partenza per l’esilio: “Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli”.
S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli.
Dio salvi il Re !