Noi italiani siamo bravissimi a fare una cosa, più di qualsiasi altro popolo del mondo: parlare molto male di noi stessi e del nostro Paese. Per questo non siamo permalosi, quando all’Estero nei giornali e nei Media radio-televisivi criticano noi e l’Italia. Siamo fatti così, con questa antica e indistruttibile sindrome di inferiorità, mista a provincialismo e bigottismo. Quando è arrivata la notizia della tragedia marittima che ha coinvolto una nave della Costa Crociere, avendo già qualche testimonianza di come sono avvenuti i fatti, i Media italiani hanno incominciato a sciacquarsi la bocca parlando male dell’Italia, della mancanza nel Paese di una cultura della Sicurezza, del pressapochismo degli italiani, e via via chi più ne ha più ne metta. Nessun giornalista si è però preoccupato di fornire la notizia più importante di tutte, al di là delle incompetenze e negligenze ormai molto chiare del comandante della nave più qualche ufficiale di bordo, e cioè che la nave Concordia è pur vero che è di proprietà della Costa Crociere SpA con sede a Genova, ma la stessa è di proprietà di una multinazionale “atipica” angloamericana: la Carnival Corporation & PLC. E’ questa e non la controllata ligure, che è responsabile della formazione e assunzione degli operatori di bordo. Giustamente dare colpa al comandante italiano l’avvenimento tragico di venerdì notte, ma se i passeggeri hanno dovuto subire tutto quello che hanno subito per una totale incompetenza degli operatori di bordo, a partire dagli ufficiali, questo non va imputato all’Italia, agli italiani o ad una cultura della sicurezza che secondo qualcuno non esiste.