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Nella giornata di ieri, ci sono stati in Italia due eventi di cronaca giudiziaria molto importanti, ma soltanto uno dei due ha avuto ampio risalto nei Media nazionali ed in particolare nella Televisione di Stato. Il primo evento è la condanna a 16 anni di reclusione di un imputato belga e uno svizzero, titolari fino agli Anni Ottanta della Eternit. I due imputati sono stati condannati per disastro colposo, per aver provocato la morte di 3.000 persone, producendo nella loro azienda l’Amianto. Si è concluso così a Torino un processo-farsa, che viene definito un processo storico, in realtà è un’autentica farsa, perché se io dovessi ammazzare 2 persone (non importa come e perché) mi sbattono in galera a vita, se invece ne faccio fuori quasi 3.000 me ne danno soltanto 16. Questa è la giustizia italiana. Questa sentenza mi ha fatto venire in mente un film, dove uno dei protagonisti ad un certo punto dice:

ammazzi un uomo e sei un assassino. Ne ammazzi un Milione e sei un conquistatore

Da Torino ci spostiamo a Reggio Calabria, dove la Corte d’Appello ha assolto dal reato di duplice omicidio di due carabinieri in provincia di Trapani, Giuseppe Gulotta. Dopo quasi 40 anni finisce un incubo processuale che iniziò quando l’imputato aveva soltanto 18 anni e aver scontato in carcere  21 anni di reclusione. E’ stato dato ampio risalto al processo di Torino, ma non a quello calabrese.