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Fischi e soltanto fischi per il presidente Napolitano, nella città di Sassari, capitale mancata della Sardegna. La città dei Segni, dei Cossiga, dei Berlinguer, ha accolto così, tra i fischi, Giorgio Napolitano.

I media isolani continuano a dire che è per colpa della crisi economica e finanziaria, che è per colpa dei profondi disagi sociali, ma la Sardegna non è mai stata così lontana dal resto del Paese, che comunque ha ben poco di che rallegrarsi. Il presidente, che nonostante l’intera classe dirigente italiana era vista male dagli italiani, aveva una buona considerazione nell’opinione pubblica, al punto di raggiungere un consenso popolare superiore il 75%. Oggi, se si facesse un’indagine, scenderebbe sotto il 50%. Quando in una nazione, il Capo dello Stato non eletto dal popolo, non avendo poteri esecutivi, essendo Super Partes, viene contestato in questo modo, significa che non si sta fischiando soltanto l’uomo, ma anche l’istituzione che esso rappresenta. Oggi Napolitano si trova ad Alghero, che riceve per la prima volta un presidente della repubblica in visita ufficiale. Nella città di una delle figure politiche e giuridiche più importanti che la Sardegna ha avuto negli ultimi due Secoli: il Barone Giuseppe Manno. Straordinario esempio di moralità civile e di rigore etico nelle istituzioni politiche. Un uomo praticamente sconosciuto in Italia, perché nei libri di storia non c’è mai stato posto per la storia e la cultura della Sardegna. E’ un motivo più che valido, perché la Sardegna dopo i fischi, decida di passare ai fatti e concretizzare quell’ultra-centenario sogno di una Sardegna sovrana e indipendente dal resto d’Italia.