XVII legislatura della Repubblica Italiana: vincitori e vinti.

di Antonello Leone


L’esito delle elezioni politiche 2013, le diciassettesime nella storia repubblicana, hanno dato al Paese una situazione incerta, come non si è mai vista in 65 anni di democrazia.Ci sono dei vincitori e ci sono dei perdenti. Vincitore è la coalizione di Centro-Sinistra che ha raggiunto la maggioranza della Camera dei Deputati e il suo leader, Pierluigi Bersani, dovrà cercare di formare il governo; ha vinto la coalizione del Centro-Destra con il partito di Silvio Berlusconi che dopo le dimissioni nel 2011, venne dato per spacciato, per finito, insieme alla sua linea politica denominata “Berlusconismo”. Ha vinto il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che diventa il primo partito politico a Montecitorio e il secondo a Palazzo Madama, entrando così nell’arco costituzionale, dopo essere stato dipinto fino all’altro ieri come antipolitica, populista e fascista. Ha perso il premier Mario Monti e i movimenti che l’hanno appoggiato e che i buona parte avevano lasciato la coalizione di Berlusconi; ha perso Giorgio Napolitano, vero burattinaio del governo tecnico; ha perso la politica economica del governo Monti e con esso ha perso l’Europa dei tecnocrati e soprattutto dell’Euro. Ha perso anche quella parte d’Italia, che dentro l’informazione e dentro gli ambienti accademici (economici e giuridici) hanno sempre remato contro la voglia di riforma costituzionale e istituzionale del Centro-Destra. Hanno perso quindi tutti coloro che hanno fomentato per due decenni l’antiberlusconismo e che oggi si trovano dentro il parlamento un movimento che non ha nulla di meno del blocco nazionale nelle elezioni politiche del 1921 con dentro i fascisti di Mussolini. Il duce diceva “quell’aula sorda e grigia”, Grillo dice “son tutti morti”; Mussolini diceva “arrendetevi, siete circondati”, Grillo uguale; Mussolini diceva “noi in parlamento, la milizia nelle strade e nelle piazze”, Grillo dice “siamo in 100 in parlamento, in milioni in tutt’Italia”. La repubblica italiana che è rimasta immutata dal 1948 ad oggi, perché non si è voluto in tutti questi decenni adeguare la carta costituzionale alla modernità della società italiana, è in perenne agonia e sta per morire e quello che verrà, di nome sarà sempre Repubblica Italiana, ma con la democrazia non avrà nulla a che vedere. Proprio come nel Regno d’Italia, nell’Italia monarchica che non vollero mai adeguare lo Statuto Albertino dall’Unità d’Italia in poi e così, lo Stato Liberale cadde in un’agonia che poi sfociò nel fascismo mussoliniano che fu abbattuto soltanto dalla sconfitta bellica. Queste elezioni le ho paragonate a quelle del 1921, quindi apprestiamoci ad un governo Facta, che crollerà nel giro di un’anno, poi verrà dato il mandato di governare a Beppe Grillo o a un grillino, cambieranno la legge elettorale e poi si tornerà alle urne, per assistere alla riedizione delle elezioni 1924, dove ci sarà la consacrazione del neofascismo grillino e quello che verrà dopo, potete immaginarvelo dal soli. 

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