Il presidente della Repubblica ha deciso di non fare il solito ricevimento presso il Quirinale il 2 Giugno prossimo, in occasione della festa della repubblica, per dare un segno di maggiore sobrietà, agli occhi degli italiani. Ma a quanto pare è confermata la parata militare con annessi e connessi. Prendiamo nota, che una parata militare che costa ad occhio intorno ai dieci milioni di Euro, non determina maggiore dissolutezza di un ricevimento a palazzo.
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Do not disturb, please.
Ho ben altro da fare, che vedere e/o ascoltare il solito e canonico sermone del Presidente del Consigli di turno, davanti all’assemblea parlamentare. Tanto anche questo governo, che duri poco o un’intera legislatura, non manterrà nemmeno il 10% di quello che promette di fare.
The Quirinalost.
La città di Roma è in fermento da ieri. I romani e non solo, hanno mal digerito la storica (o stoica?) rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. C’è in città Beppe Grillo, che già in mattinata si è trattenuto con i giornalisti, ed ora il mondo dei grillini manifestano in piazza contro quello che per loro è un golpe. Chiaramente tutto questo al re senza corona che sta al Quirinale non interessa molto, perché lui non si è mai sentito il presidente degli italiani, ma il presidente dello Stato italiano. Inizia nel modo peggiore questo secondo settennato di Napolitano, sempre se sarà un settennato pieno. L’avevo detto tempo addietro, che il 2013 essendo l’anno del trentesimo anniversario della morte dell’ultimo Re (quello vero) d’Italia, non avrebbe portato bene alla Repubblica Italiana, ma non immaginavo che l’Italia sarebbe arrivata così in basso. Per colpa del partito politico del presidente Napolitano (altro che Super Partes), ci siamo ritrovati per la prima volta nella storia repubblicana, un parlamento incapace di eleggere un nuovo Capo dello Stato e pur avento dei parlamentari con un età media molto bassa rispetto al passato e parte di questi neoletti, sono riusciti ad eleggere un ottantottenne alla presidenza della Repubblica. Con questo gesto, non hanno solo creato un solco, tra le istituzioni e i cittadini, ma dentro le stesse istituzioni. Non sono un costituzionalista, ma dubito che i costituenti redigendo la costituzione nella parte dedicata al Capo dello Stato, avessero previsto che un presidente potesse rimanere in carica per ben 14 anni, visto che tra le tante funzioni presenta quella di presidente onorario del CSM e di capo delle Forze Armate. Le istituzioni politiche italiane, hanno voluto così abbandonare la via democratica, per qualcos’altro che non sarà una dittatura, ma di certo non è più una democrazia. Hanno voluto sospendere la repubblica, per qualcosa che non è una monarchia, ma non è più una repubblica. Il Quirinale non è più la presidenza della repubblica e non è di certo il palazzo reale, residenza di un sovrano. E’ un limbo, anzi un non limbo ed è arrivato il momento che gli italiani si impossessino idealmente di quel edificio e decidano loro se vogliono che torni ad essere la sede della presidenza della Repubblica o il palazzo reale. Qualunque scelta preferiranno tra le due, Giorgio Napolitano non è più persona gradita dentro le mura del Quirinale.